Guida e uso di stupefacenti: controlli più facili con il Drogometro

20/07/2017

L’uso delle droghe resta un fenomeno con una implicazione sociale importante, perché la serie di sostanze vietate possono causare situazioni di pericolo anche per gli altri qualora vengano assunte prima di mettersi alla guida di un veicolo.

I controlli delle Forze dell’Ordine per cercare di arginare il problema sono stati negli ultimi anni sempre più frequenti e le nuove leggi sull’omicidio stradale, di cui abbiamo parlato nelle news "Omicidio stradale, approvata la nuova legge" e Sinistri stradali: molti i casi di omicidio", prevedono pene molto severe per chi causa lesioni sotto il loro effetto.

Un aiuto per gli agenti è arrivato a partire dal 2015, periodo in cui è iniziata la fase di sperimentazione del cosiddetto drogometro. Si tratta di un dispositivo, simile all’etilometro, che permette di svelare in appena 8 minuti se l’automobilista o il motociclista ha assunto una qualsiasi tipologia di droga. L’attendibilità del drogometro è paragonabile ai prelievi di sangue e permette di rilevare sostanze come la cocaina, l'anfetamina, il metadone, i cannabinoidi, gli oppiacei e l’eroina.

Il primo test si svolge tramite un tampone salivare, che l’automobilista deve tenere in bocca e inumidire: l’analizzatore portatile dà un primo risultato generico di positività o negatività grazie alla presenza di una spia di colore blu. In caso di esito positivo vengono effettuati altri due test tampone che questa volta vengono sigillati e sistemati in un frigo, per poi essere inviati e analizzati dal Centro di Ricerche di Laboratorio e di Tossicologia Forense di Roma.

I risultati delle analisi sono resi noti entro 10 giorni, un arco di tempo in cui la patente del soggetto fermato resta in custodia alla Stradale. L’ulteriore conferma della positività, porterà all’apertura del procedimento penale previsto dalla legge.

Il controllo con questa apparecchiatura ha anche funzione di deterrente, in modo da evitare conseguenze più gravi a seguito di incidenti.

Le ultime rilevazioni in tema di sinistri parlano di un incremento di quelli mortali, tornati a salire dopo un quindicennio in discesa. I dati della Polizia stradale dicono che gli incidenti in cui si sono verificati dei decessi sono stati 843, di cui circa la metà (415) hanno portato all’apertura di un fascicolo giudiziario per il nuovo reato di omicidio stradale. Tuttavia l’85% di quest’ultimi ha riguardato le ipotesi più lievi in cui non viene applicata alcuna aggravante – già disciplinata dalla precedente normativa sull’omicidio colposo – e che prevede una pena base compresa tra i due a sette anni.

Ricordiamo che il nuovo reato prevede una pena per la responsabilità di omicidio sotto l’effetto di sostanze stupefacenti che varia dagli 8 ai 12 anni, oltre all’arresto obbligatorio in caso di flagranza. La normativa, entrata in vigore da 15 mesi, applica anche una serie di aggravanti, vale a dire un inasprimento delle pene fino ad un massimo di 18 anni se il trasgressore fugge dopo il sinistro o causa la morte e il ferimento di più persone.

La condanna del guidatore ha delle ripercussioni anche sulla licenza di guida, visto che sarà revocata per un periodo di minimo di 15 anni – 30 anni se il soggetto colpevole di omicidio si sia dato alla fuga – mentre l’arco di tempo si riduce a 5 anni se il guidatore è accusato di lesioni.

Guidare sotto l’effetto di droghe può anche causare l’applicazione della rivalsa da parte della compagnia assicurativa, ovvero la richiesta al proprio assicurato di rimborsare i risarcimenti effettuati a seguito dei danni causati ai terzi. L’eventuale rivalsa viene specificata in tutte le polizze confrontate su Segugio.it, grazie alla presenza della scheda prodotto: nella sezione si riassumono anche i vantaggi (e le promozioni), le formule di guida e le altre caratteristiche del contratto.

A cura di: Paola Campanelli

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