Sinistri stradali: molti i casi di omicidio

18/07/2017

Circolare sulle strade con un veicolo, che sia auto, moto o mezzo pesante, presenta sempre un fattore di rischio che spesso viene sottovalutato: la possibilità di essere coinvolti in un incidente, un argomento di cui ci siamo occupati nella news "Incidenti stradali, Roma e Milano le città più pericolose".

Gli ultimi dati sono preoccupanti, visto che la statistica sui sinistri mortali fornita dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri evidenzia in questi primi sei mesi un aumento del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2016.

In particolare nel periodo tra il 26 marzo dello scorso anno e il 4 giugno 2017, la Polizia Stradale ha rilevato 843 incidenti mortali, di cui 456 sono stati quelli per i quali si è proceduto con l’applicazione del reato di omicidio stradale – già trattato nella news "Omicidio stradale, approvata la nuova legge" – con 25 arresti in flagranza e 410 denunciati a piedi libero. Sono invece 215 i casi in cui l’applicazione del reato ha interessato collisioni che hanno causato più decessi.

Tanti anche gli episodi per i reati di lesioni gravi o gravissime, disciplinate anche queste dalla nuova normativa. Gli eventi negativi per cui si è adottato questo illecito sono stati 817, di cui 182 hanno visto l’attuazione delle pene per lesioni procurate a più persone.

Ma cosa prevede la nuova legge sull’omicidio stradale? Il reato si presenta nel caso in cui il guidatore provochi la morte di una o più persone e contempla tre fattispecie, che si differenziano in base alla violazione commessa.

La prima prevede per il trasgressore la reclusione tra i 5 e i 10 anni e disciplina il caso in cui il sinistro sia causato da conducenti in stato di ebbrezza media (tasso di alcolemia tra i 0,8 e gli 1,5 grammi/litro) o per violazioni particolarmente gravi, quali ad esempio il superamento dei limiti di velocità o il passaggio di un incrocio con il semaforo rosso.

La seconda fattispecie riguarda la responsabilità di omicidio per i guidatori con un tasso alcolemico superiore agli 1,5 g/litro o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Qui gli anni di reclusione aumentano, visto che il range varia dagli 8 ai 12 anni, ed è previsto anche l’arresto obbligatorio in caso di flagranza. Le pene descritte saranno applicate anche allo stato di ebbrezza alcolica media che riguardi conducenti professionali e neopatentati.

L’ultimo caso riguarda tutti gli altri incidenti mortali in cui il responsabile commette infrazioni meno gravi. Le sanzioni, già utilizzate in precedenza per l'omicidio colposo aggravato da violazione stradale, prevedono da due a sette anni di reclusione (che arriva a 10 in caso di ebbrezza o uso di droghe) oppure fino a 15 anni per il decesso di più persone. Per quanto riguarda invece le lesioni stradali, le pene sono variabili dai 3 ai 5 anni se si causano danni gravi e dai 4 ai 7 anni per danni gravissimi.

Per tutte le violazioni esistono anche una serie di aggravanti, vale a dire un inasprimento delle pene fino ad un massimo di 18 anni se il trasgressore fugge dopo il sinistro o causa la morte e il ferimento di più persone.

La condanna del guidatore ha delle ripercussioni anche sulla licenza di guida. A seguito di omicidio la patente sarà revocata per un periodo di minimo di 15 anni – 30 anni se il soggetto colpevole di omicidio si sia dato alla fuga – mentre l’arco di tempo si riduce a 5 anni se il guidatore è accusato di lesioni.

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A cura di: Paola Campanelli

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