Il pericolo dello scalino a margine della carreggiata

13/04/2017

La manutenzione delle strade urbane ed extraurbane, di cui si può anche leggere nell’articolo "Buche stradali, un dispositivo per ridurre il pericolo sulle strade", è un tema sempre d’attualità, visti i possibili danni che lo stato della viabilità può provocare ai guidatori italiani.

Il pericolo per i guidatori arriva non solo dalle condizioni della carreggiata ma anche dalle zone laterali non asfaltate. Il riferimento va in particolare al cosiddetto scalino, ovvero il dislivello che si crea tra il manto stradale e il ciglio erboso.

L’argomento è stato affrontato da una recente sentenza della Corte di Cassazione, la numero 260/17 depositata lo scorso 10 gennaio, che ha riconosciuto il parziale indennizzo a un autista ribaltatosi con il suo autocarro per evitare una quattroruote che marciava in senso opposto. La manovra per schivare l’auto ha portato il mezzo a transitare sullo scalino e a far perdere il controllo al conducente per via della ruota anteriore che ha sdrucciolato fuori dalla carreggiata.

Il tribunale aveva in un primo momento respinto la richiesta di risarcimento nei confronti del gestore stradale, dando la colpa al guidatore dell’autocarro. Tuttavia la Corte ha stabilito che l’autista, a prescindere dell’errore commesso, non poteva valutare il dislivello presente sul limite dell’asfalto, in quanto nascosto dall’erba che l’ente responsabile non aveva tagliato. I giudici supremi sottolineano infatti che le scarpate stradali, così come le banchine e i dossi, devono considerarsi parti della strada. “Per garantire la sicurezza degli utenti”, spiega nel provvedimento la Cassazione, “la Pubblica Amministrazione, quale proprietaria delle strade pubbliche, ha l’obbligo di provvedere alla relativa manutenzione nonché di prevenire e se del caso segnalare qualsiasi situazione di pericolo o di insidia inerente non solo alla sede stradale ma anche alla zona non asfaltata sussistente ai limiti della medesima”.

Lo scalino esistente, nascosto dalla vegetazione, costituisce dunque un pericolo occulto che l’amministrazione ha l’obbligo di manutenere o comunque a segnalare con appositi cartelli. Il giudice, in assenza di tali azioni, non può limitarsi a considerare la sola condotta di chi è alla guida ma deve valutare anche le colpe dell’ente, determinando in quale misura hanno concorso a cagionare il sinistro.

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A cura di: Paola Campanelli

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