Bollo moto, solo 3 anni per contestare il pagamento

10/04/2017

Il pagamento della tassa di possesso sui veicoli, di cui si è parlato nella news "Bollo auto, radiazione del mezzo per chi non paga", continua a essere un argomento che fa discutere: da una parte viene considerata un introito fondamentale per le Regioni, dall’altra è sempre meno accettata dai guidatori italiani che vorrebbero volentieri la sua abolizione.

L’ultimo chiarimento riguarda i tempi di prescrizione del bollo moto, con gli enti pubblici che avrebbero solo tre anni di tempo per contestare il mancato versamento da parte del contribuente. Dunque le richieste oltre questo termine sarebbero del tutto illegittime. Come specifica l’Associazione dei Consumatori Adico, i tempi devono essere contati a partire dall’anno successivo alla scadenza dell’imposta.

A ribadirlo è una sentenza del 2016 della Corte di Cassazione, secondo cui il termine decennale disposto da Equitalia sarebbe applicabile solo e unicamente nel caso in cui la Regione avesse provveduto – entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello a cui il bollo si riferisce – a comunicare con un avviso di accertamento il mancato pagamento della tassa. Dunque il motociclista che si vede recapitare una cartella esattoriale, non avendo ricevuto alcun sollecito nell’arco dei 36 mesi, ha il diritto di inoltrare allo stesso ente un’istanza di sospensione.

Ricordiamo che il bollo sui veicoli alla sua entrata in vigore era una tassa di circolazione, obbligatoria solo per poter circolare e da non corrispondere se la moto o l’auto erano fermi in un’area privata. Dal 1983 viene disciplinata come tassa di proprietà, da versare in quanto imposta legata al possesso del mezzo.

Il metodo più rapido per calcolare l’imposta è quello online, grazie al sito dell'Agenzia delle Entrate. Per farlo bisogna inserire i dati che indicano il tipo di mezzo e il numero di targa, ottenendo in pochi secondi la cifra da versare.

Ricordiamo che la prossima scadenza per il bollo è il 30 aprile 2017, con il rinnovo da effettuare entro il 31 maggio. I pagamenti in ritardo possono portare all’applicazione di penali pesanti per automobilisti e motociclisti: il centauro rischia fino al ritiro del veicolo e alla cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico.

Tuttavia realizzando il saldo entro i 15 giorni successivi alla scadenza, il guidatore verserà una sanzione che sarà pari allo 0,1% della tassa (per ogni giornata di ritardo). L’importo dell’ammenda sale all’1,67% per un ritardo compreso tra i 30 e i 90 giorni, oltre agli interessi di mora, mentre dopo i tre mesi ed entro un anno dalla scadenza ammonterà al 3,75% dell’imposta originaria. Per periodi di tempo superiori all’anno scatterà una multa pari al 30% del tributo.

Per quanto riguarda le modalità di pagamento, il bollo può essere erogato allo sportello delle Poste italiane con apposito bollettino, nei tabacchi convenzionati e nelle delegazioni dell’Automobil Club Italia (o nelle Agenzie di pratiche auto abilitate), nonché direttamente online con il servizio bollonet ACI.

Le ricevute dell’imposta devono essere conservate per i 3 anni successivi a quello del pagamento. Nel caso in cui il guidatore subisca il furto della moto o dell’auto nel mese di scadenza della tassa, dovrà subito comunicare la perdita di possesso al PRA: in questo modo eviterà di corrispondere il rinnovo del bollo.

A cura di: Paola Campanelli

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