Tutto pronto per il documento unico di circolazione

28/02/2017

Continuano le novità per gli automobilisti italiani, oggi più che mai sotto i riflettori del Governo che ha deciso di intervenire definitivamente sulla documentazione da emettere per il possesso di un veicolo a motore.

Il riferimento va all’entrata in vigore del cosiddetto Documento Unico di Circolazione, di cui si è già accennato nell’articolo "Conto alla rovescia per l’abolizione del PRA", che diventerà realtà a partire dal giugno 2018.

Lo schema d’attuazione è contenuto in un decreto messo a punto dal MIT, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il testo dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni, visto che la riforma della Pubblica Amministrazione fissava il 28 febbraio 2017 come data limite per la sua approvazione.

Dopo annunci e ritardi, il nuovo documento unico uniformerà l’Italia a tutti gli altri Paesi europei. La semplificazione di emanare un unico foglio al posto della coppia libretto di circolazione e cdp (certificato di proprietà), si accompagna al risparmio di 39 euro per ogni immatricolazione o passaggio di proprietà. Si passerà dagli attuali 100 euro a 61 euro, un risparmio dovuto sia all’eliminazione di due bolli, del costo totale di 32 euro, che alla riduzione della tariffa PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per l’iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo all’ACI (Automobile Club Italia), che dagli attuali 27 euro – decisi dalla riforma Monti del 2013 – tornerebbe a 20 euro. I vantaggi per gli automobilisti potrebbero però trasformarsi in una nota negativa per lo Stato, visto che l’eliminazione dei bolli causa una perdita di gettito per l’Amministrazione pubblica di circa 50 milioni di euro l’anno.

Ricordiamo che in Italia esistono due banche dati per i veicoli a motore, il Pubblico Registro Automobilistico, gestito dall’Automobil Club Italia, e l’ANV (Archivio Nazionale dei Veicoli), sotto la responsabilità della Motorizzazione Civile. Entrambi sono oggi completamente automatizzati e forniscono rispettivamente ai guidatori il cdp e la carta di circolazione. L’Italia è l’unico Paese al mondo in cui le due attestazioni sono emesse da organismi differenti, anche se dal 2000 i due database collaborano, unificando le pratiche ed emettendole contemporaneamente.

Il certificato di proprietà scomparirà non solo nella forma cartacea ma anche in quella digitale, inaugurata a ottobre del 2015. La conservazione elettronica dei dati aveva l’obiettivo di tagliare circa 30 milioni di fogli di carta che richiedevano alti costi gestionali per il PRA.

Per il momento invece non sarà istituita l’Agenzia per il Trasporto Stradale, l’ente di cui parlava l’Antitrust lo scorso 7 febbraio e in cui sarebbero dovute confluire le funzioni del Ministero dei Trasporti e di ACI: dunque l’Archivio Nazionale dei Veicoli e il PRA resteranno separati. La sua istituzione era stata ipotizzata proprio per il rilascio del documento unico: in più avrebbe dovuto occuparsi di tutti i rapporti con cittadini e imprese relativi a fermi amministrativi, ipoteche, patenti, abilitazioni, nonché di riscossione delle imposte, sicurezza stradale, omologazioni e infomobilità.

Le prossime novità dell’esecutivo potrebbero riguardare anche l’abolizione dell’IPT, l’Imposta Provinciale di Trascrizione da pagare ogni volta che si acquista un’auto (che sia essa nuova o usata). La sua cancellazione porterebbe alla nascita dell'Iri (Imposta regionale di immatricolazione) una tassa da pagare solo al momento della prima immatricolazione.

A cura di: Paola Campanelli

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