Auto, il futuro è dei mezzi a metano?

07/02/2017

La mobilità del futuro sarà sempre più ecosostenibile grazie al crescente sviluppo dei mezzi a basso impatto ambientale. Lo abbiamo visto in "Come sarà il futuro dell’automobile", dove abbiamo tracciato le caratteristiche di come dovranno essere le auto che verranno.

Secondo uno studio effettuato dalla Navigant Research e diffuso dall’Osservatorio di Federmetano, la maggior parte delle auto in circolazione tra dieci anni saranno alimentate a gas o metano, mentre la più costosa benzina sarà messa su un piano secondario.

In particolare entro la fine del 2025 saranno attive in tutto il mondo più di 39.000 stazioni di rifornimento del metano, contro una media di circa 26.600 registrata negli ultimi due anni. La previsione chiarisce che circoleranno quasi 4 milioni di questi veicoli contro i 2,3 milioni venduti nel 2014, con un incremento che dovrebbe attestarsi attorno al 70%. La crescita maggiore è attesa in Nord America, un’area in cui le risorse di metano sono particolarmente abbondanti grazie all’estrazione nell’ultimo periodo dello shale gas.

“Nel novero dei carburanti alternativi”, commenta Sam Abuelsamid, senior research analyst di Navigant Research, “il metano, sia in forma gassosa sia in forma liquida, ha dato prova di essere una delle alternative maggiormente praticabili ai tradizionali carburanti liquidi”.

Guardando l’Italia, si nota attualmente un trend calante delle auto bi-fuel. Nel 2016 le vendite non sono andate come si sperava: le immatricolazioni delle auto a gpl sono scese del 15,4% mentre quelle a metano hanno perso ancora più appeal, calando addirittura del 30%.

Le ragioni di questo crollo sono tante. I problemi riguardano sia il mancato sviluppo della rete distributiva per questa tipologia di carburanti, che la discesa durante lo scorso anno dei prezzi di benzina e gasolio, nonché la tendenza delle compagnie di assicurazione ad applicare premi molto più cari. Il rincaro delle tariffe può infatti arrivare fino al 21% rispetto alla RC Auto tradizionale, un trend già analizzato nell’articolo "Auto ecologiche, si risparmia su bollo e assicurazione?".

Il surplus viene giustificato dall’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative) con il fatto che le vetture a doppia alimentazione vengono usate per percorrere in media più chilometri rispetto agli altri mezzi. La tesi non convince i produttori degli impianti a basse emissioni che sostengono l’esatto opposto: da una loro indagine emerge infatti una percorrenza media che non supera i 15mila chilometri annui.

La disparità delle tariffe può essere rilevata grazie a Segugio.it, il portale che confronta le polizze RC Auto più economiche sul mercato la cui convenienza è giustificata dalla presenza di compagnie partner che si distinguono per essere le assicurazioni leader nel settore dei veicoli a motore.  

Ipotizzando, ad esempio, di voler assicurare una Opel Zafira Turbo EcoM 150CV (metano) per un guidatore milanese 35enne, in prima classe di merito e una media di 20 mila chilometri percorsi all’anno, si spenderebbero 207,02 euro con Genertel, 252,52 con Direct Line, 393 con Direct e 421 euro con Genialloyd. Per la versione alimentata a benzina (1.4 Turbo) il costo delle polizze è più basso, vale a dire rispettivamente di 196,03 euro, 213,16 euro, 375 euro e 371 euro.

I prezzi RC Auto delle vetture bi-fuel risultano in alcuni casi meno convenienti anche dei premi del relativo modello a gasolio. I preventivi per assicurare la stessa Opel Zafira ma in versione 1.6 CDTi, sono di 207 euro con Genertel, 235,81 euro con Direct Line e 384 euro con Direct.

A cura di: Paola Campanelli

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