Multe più salate se le infrazioni sono notturne

29/01/2017

Guidare e rispettare le norme del Codice della Strada è un binomio spesso controverso per gli automobilisti italiani. Soprattutto durante le ore notturne può succedere di essere meno attenti alle regole stradali, un comportamento che può riservare brutte sorprese se si incorre in un’eventuale sanzione dove salvo rari casi, come abbiamo visto in "Autovelox non tarati: nulle le multe", la responsabilità sarà da imputare proprio ai guidatori.

Da qualche anno è inoltre aumentato di un terzo l’importo delle multe comminate tra le dieci di sera e le sette del mattino (articolo 195 del CdS), una penalizzazione rispetto alle ore diurne che si applica al normale ammontare stabilito per quella infrazione.

La maggiorazione si adotta solo per determinate violazioni, quali ad esempio il mancato rispetto della distanza di sicurezza tra i veicoli, della segnaletica stradale e del dare precedenza a destra.

La regola riguarda anche una delle infrazioni più commesse: l’inosservanza dei limiti di velocità. Ricordiamo che i limiti variano in base della classificazione amministrativa delle strade e vengono riportati dall’apposita segnaletica stradale. Per le città sono fissati a 50 chilometri orari (con possibili tratti a 70), mentre salgono a 90 nelle strade extraurbane secondarie, a 110 sulle superstrade (le extraurbane principali) e a 130 sulle autostrade.

Superando la velocità fino a un massimo di 10 chilometri orari è prevista una multa che varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 euro, mentre tra i 10 e i 40 chilometri orari in più l’ammenda sale fino a 674 euro, con l’aggiunta della decurtazione di 3 punti dalla patente. Per le violazioni più gravi è prevista anche la sospensione della licenza di guida: il periodo va da uno a tre mesi (con 6 punti sottratti e una multa da 527 a 2.108 euro) se si oltrepassa il limite tra i 40 e i 60 chilometri orari e sale fino a un anno (con 10 punti decurtati e una sanzione che varia tra 821 e 3.287 euro), se la velocità viene superata di oltre 60 chilometri orari. Per quest’ultimo caso, l’infrazione ripetuta due volte in un biennio porta addirittura alla revoca della patente.

La multa per eccesso di velocità deve essere notificata non oltre i 90 giorni dalla contestazione dell’infrazione, ma esistono dei casi di irregolarità per cui il trasgressore può fare ricorso. Molti non sanno, ad esempio, che il verbale deve contenere la tollerabilità in percentuale dello strumento che ha rilevato l’eccesso: alla velocità rilevata deve essere infatti applicata una riduzione del 5% a favore del trasgressore. Un’altra situazione riguarda la mancata taratura dei dispositivi che rilevano la velocità, di cui si è diffusamente parlato nell’articolo "Autovelox, taratura obbligatoria per tutti gli apparecchi". Nel caso in cui il verbale redatto non presenti informazioni sulla revisione dell'apparecchio, è possibile richiederla a chi ha elevato la multa oppure pretendere che la prova dell’avvenuto collaudo venga presentata in tribunale.

Per la contestazione basta rivolgersi al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica, oppure al Prefetto, entro 60 giorni. In caso di contravvenzione di basso importo e con un evidente vizio di forma è consigliabile rivolgersi al Prefetto, in quanto la procedura non ha alcun costo e i tempi di risposta sono più brevi.

Per il Giudice di Pace vanno invece corrisposti 43 euro per le contravvenzioni che non superano i 1.100 euro e 98 euro per le sanzioni di importo compreso tra i 1.101 e i 5.200 euro.

A cura di: Paola Campanelli

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