Si riaccende la voglia di auto in Europa

24/01/2017

Boom di immatricolazioni auto in Europa nel 2016, con i cittadini dei 28 Paesi membri di nuovo interessati al settore automotive, eccezion fatta per gli olandesi. Il 2016 è stato davvero un anno positivo per il comparto auto del vecchio continente, con le immatricolazioni cresciute del 6,8% sul 2015 a quota 14.641.356, rivela l'associazione dei costruttori europei Acea, segnalando che nell’ultimo mese dell’anno scorso sono state 1.193.286 le nuove immatricolazioni (+3,2%).

Il risultato deriva soprattutto dal contributo offerto dai cinque maggiori mercati in cui si concentra il 75% delle immatricolazioni, spiega il Centro Studi Promotor nella sua nota di commento ai dati, segnalando che questa volta l'Italia si porta in pole position. Il Bel Paese, infatti, fa registrare il tasso di crescita più elevato: +15,8% con 1.824.968 immatricolazioni e una performance significativa a dicembre con 124.438 nuove vetture e +13,1% sullo stesso mese 2015. Gli sforzi dell'intera filiera hanno fatto registrare una performance più che doppia rispetto alla media Ue, sottolinea Federauto, spiegando che "questo è dovuto a svariati fattori tra i quali il superammortamento del 140% per il mondo delle partite iva, le promozioni fortissime delle case che hanno stimolato la domanda, il rinnovo non più procrastinabile di vetture obsolete e, non ultimo, il fatto che siamo stati per anni il fanalino di coda dei mercati europei, e quindi avevamo più margine di recupero". 

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Seconda classificata la Spagna (+10,9%), mentre a seguire troviamo con incrementi più contenuti Francia (+5,1%), Germania (+4,5%) e Regno Unito (+2,3%). 

Gli incrementi più elevati in termini percentuali, però, si sono registrati nei mercati dell’Europa dell’est in cui lo sviluppo della motorizzazione di massa è relativamente recente. L'Ungheria segna una crescita del 25,1%, la Croazia del 23,5%, la Lituania del 18,9% e la Lettonia del 18,8%. Tutte crescite a due cifre, con la sola eccezione della Slovenia che comunque cresce del 7,1%. 

"Il mercato europeo non ha ancora recuperato il livello del 2007 (15.574.000 immatricolazioni) nei cui confronti accusa ancora un gap del 6%", sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, sottolineando che "la ragione dell’insufficiente contributo della UE alla crescita tumultuosa delle vendite di autovetture nel mondo non va ricercata soltanto nel fatto che il forte sviluppo del mercato dell’auto è sostenuto soprattutto dai paesi in cui l’avvio del processo di motorizzazione di massa è di recente inizio, ma anche nel fatto che nei paesi della fascia meridionale della zona euro le politiche di austerity dell’Unione Europea hanno penalizzato il regolare rinnovo del parco circolante con conseguenze negative anche sulla sicurezza e sull’ambiente".

Invito alla calma anche dal presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, secondo il quale il 2017 si apre con una certa preoccupazione per lo scandalo emissioni. "Il tema delle emissioni, delle omologazioni, dei controlli, è complesso, globale e impatta su tutta la popolazione mondiale, oltreché sul mondo del lavoro e sul PIL. E' per questo che invitiamo alla massima prudenza prima di fare processi sommari verso chiunque", riferendosi in particolar modo a FCA.

A cura di: Cristina Fortarezzo

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