Terremoto e assicurazione casa: Italia verso resto del mondo

13/09/2016

L’argomento è ancora molto caldo e dopo l’ultimo sisma che ha colpito il centro Italia ci si interroga da ogni parte come porre rimedio ai danni devastanti procurati alle case degli italiani. Come ogni volta a posteriori, si solleva il quesito se rendere obbligatoria l’assicurazione sul terremoto, ma prontamente arriva la smentita del Governo a dichiarare che nessuna obbligatorietà sarà invece istituita.

Le stesse istituzioni si limitano a parlare di sgravi fiscali e della possibilità di detrarre dalle tasse il costo dell’assicurazione, agevolazione che si aggiungerebbe eventualmente a quella già concessa a chi effettua lavori di adeguamento o miglioria sismica.

L’Ania, Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici, torna sulla questione denunciando che in Italia solo l’1% delle abitazioni è coperto da assicurazione contro i terremoti. La stessa Associazione ha valutato che il patrimonio immobiliare italiano vale 3900 miliardi di euro e sulla base di simulazioni che tenessero conto delle classi di rischio sismico e dei costi di ristrutturazione, ha calcolato che la spesa media per un premio assicurativo sarebbe di 75 euro l’anno ogni 100 mila euro di valore assicurato. In realtà ,il calcolo è stato affinato e ripartito secondo le differenti aree del Paese, diventando così di 67 euro al Nord, 91 euro al Centro e 72 euro al Sud.

Quello dell’Italia non è un caso isolato, ma rimane critico rispetto a situazioni come ad esempio quella che troviamo in Giappone, dove il 20% delle abitazioni sono coperte da un’assicurazione volontaria, nonostante la quasi totalità delle case costruite con criteri antisismici.

Esistono in realtà due soli Paesi dove la polizza è obbligatoria, e questi sono la Nuova Zelanda e la Turchia, la prima per l’alto tasso sismico del territorio, l’altra per il carattere devastante dei sismi, meno frequenti ma molto intensi.

In Turchia il premio è proporzionale al rischio in base a posizione geografica e tipologia di costruzione. In Nuova Zelanda esiste invece una tariffa “flat” per tutto il territorio, ma le franchigie sono molto basse e i limiti di indennizzo medio-alti. Inoltre vige il meccanismo della riassicurazione, con lo Stato che ricopre il ruolo di riassicuratore di ultima istanza per i sinistri che eccedono la capacità del settore privato.

In generale, nel resto del mondo assicurare la propria casa contro i terremoti non è un obbligo, ma il modello di riferimento è quello di è un’assicurazione con tariffe regolate e calmierate dallo Stato, con sovvenzioni o con sgravi fiscali.

Si pensi alla California, tormentata dalla Falda di Sant’Andrea responsabile dei continui smottamenti della terra: qui la polizza è obbligatoria solo per le imprese ed è disponibile sia sotto forma di clausola accessoria alla polizza incendio, sia come polizza stand-alone. I premi sono proporzionali al rischio e differenziati per valore di ricostruzione, tipologia e data di costruzione, oltre a presenza di misure di riduzione del rischio e area di ubicazione. Il programma è caratterizzato da un fondo a gestione statale ma interamente finanziato da privati tramite i premi delle polizze.

In Giappone il territorio è stato suddiviso in quattro zone valutate diversamente perché esposte al rischio in misura differente. I premi sono proporzionali al rischio e differenziati per zona, ma il governo interviene a calmierare il costo della polizza che altrimenti nelle zone critiche sarebbe troppo alto. La polizza non è qui obbligatoria ed è accessoria all’assicurazione incendio, ma sussiste l’obbligatorietà di offerta della copertura per le compagnie di assicurazione.

Anche in Francia la polizza terremoto è accessoria a quella incendio: alla franchigia assoluta applicata agli immobili viene calcolato un fattore moltiplicativo se nei precedenti 5 anni ci sono state dichiarazioni di catastrofi naturali.

In Belgio il sistema assicurativo è semiobbligatorio e la polizza terremoto è anche in questo caso accessoria alla polizza incendio con premio proporzionale al rischio. La franchigia assoluta non può essere superiore a un tetto massimo stabilito, mentre il National Calamities Fund (di natura pubblica) interviene per le perdite eccedenti i limiti di indennizzo per evento di ciascuna compagnia di assicurazioni.

Luigi Buzzacchi, docente di Scienze e politiche del territorio al Politecnico di Torino commenta così l’atteggiamento del nostro Governo: “i costi dei terremoti pesano su tutti gli italiani, perché vengono ripagati con la fiscalità generale, vale a dire le tasse pagate da tutti i contribuenti. Se il governo interviene sempre ex post per coprire i danni, le amministrazioni locali avranno meno motivi per fare prevenzione”.

Nel caso in cui si voglia assicurare la propria casa, su Segugio.it, il portale che permette di trovare le migliori offerte, è possibile fare un confronto tra le proposte degli istituti convenzionati.

A cura di: Paola Campanelli

Come valuti questa notizia?
Terremoto e assicurazione casa: Italia verso resto del mondo Valutazione: 1/5
(basata su 1 voti)

ARTICOLI CORRELATI:

800 999 555 CONSULENZA GRATUITA
Confronta i preventivi
PREVENTIVO AUTO

Recupera Preventivi

PREVENTIVO MOTO

Recupera Preventivi

PREVENTIVO AUTOCARRO

Recupera Preventivi

come funziona
Guarda il video e scopri com’è facile risparmiare