Guidare sicuri: si all’infradito, no al braccio fuori dal finestrino

13/08/2016

Guidare con l’infradito non porta all’applicazione di alcuna sanzione pecuniaria da parte delle Forze dell’Ordine. Il dubbio viene spesso a chi si mette al volante in questo periodo estivo, visto i tragitti effettuati da casa a mare o semplicemente pe la voglia di non indossare in auto le scarpe chiuse a causa del caldo.

I meno giovani ricorderanno che fino al 1993 era in vigore la norma del Codice della Strada che proibiva la guida a piedi nudi, con sandali o altre scarpe aperte (infradito, ciabatte, zoccoli) che lasciavano libero il tallone. Questo perché negli anni Ottanta e Novanta la tecnologia applicata ai freni delle auto era più semplice e non prevedeva l’uso dell’ABS, se non come optional nelle vetture di alta gamma. Una scarpa in grado di scivolare dal piede del conducente poteva non garantire una frenata immediata, portando al mancato controllo del mezzo in caso di azione ritardata e particolarmente aggressiva sul pedale.

Dopo il 1993 la disposizione venne abrogata, grazie anche ai nuovi impianti frenanti che consentono una guida sicura anche sulle utilitarie. Così è stato modificato anche il Codice della Strada e il divieto è stato sostituito da una norma più generica. Attualmente l’articolo di riferimento, il 141 comma 2, impone che “il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”, prestandosi maggiormente all’interpretazione del giudice.

Sul tema è intervenuta anche la Polizia di Stato che, pur ribadendo l’abrogazione del divieto, sottolinea l’obbligo per il conducente di valutare la scelta dell’abbigliamento e degli accessori affinché i piedi possano garantire un’efficace azione dei movimenti di accelerazione, frenata e uso della frizione.

Tuttavia alcuni problemi per l’utilizzo al volante di una calzatura aperta potrebbe nascere con la propria assicurazione in caso di incidente stradale. Come si evince da diversi atti processuali, questa situazione potrebbe essere usata dalla compagnia – in sede di liquidazione del danno – per attribuire un concorso di colpa all’automobilista, responsabile eventualmente di non aver frenato tempestivamente. In questo modo l’assicurazione troverebbe un valido motivo per tagliare il risarcimento.

Differente la situazione per coloro che durante la guida tengono il braccio fuori dal finestrino, un comportamento frequente durante il periodo primaverile ed estivo. In questo caso si rischia di essere multati a seguito della violazione di diverse disposizioni del Codice della Strada.

In particolare ancora l’articolo 141 chiarisce due aspetti direttamente riconducibili a questo comportamento: “il conducente deve in primo luogo mantenere sempre il controllo del proprio veicolo. In secondo luogo deve essere in grado di fare manovre utili per la sicurezza”. È evidente dunque che viaggiare con il braccio che sporge può impedire un’eventuale manovra di emergenza, portando a perdere il controllo del veicolo. Violando questa norma l’automobilista può incorrere in un’ammenda che varia tra i 41 e i 168 euro.

Applicabile anche l'articolo 169 che, anche se con riferimento alle possibilità di trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore, obbliga il guidatore ad avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida.

A cura di: Paola Campanelli

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