Bollo auto storiche, no all’esenzione

18/08/2016

Le scorse settimane sono state decisive per la questione del bollo sulle auto storiche, il provvedimento sulla mancata esenzione che ha riportato il pagamento pieno della tassa sulle vetture con età compresa tra i 20 e i 29 anni.

Per chi fosse interessato abbiamo affrontato questo argomento qualche mese fa nella news "Auto e moto storiche, vademecum su assicurazione e bollo".

Sull’argomento si è espressa a fine luglio la Corte Costituzionale mettendo fine al braccio di ferro tra il Governo e Regioni sull’applicazione dell’imposta. L’organo supremo ha dato ragione all’esecutivo sostenendo che la Costituzione attribuisce agli organi statali la materia fiscale e che i Governi locali non possono opporsi a quanto stabilito dall’Amministrazione centrale.

Alcuni Consigli regionali infatti avevano scelto di non uniformarsi alla reintroduzione del bollo per le ultraventennali contenuta nella Legge di Stabilità e di continuare a mantenere la precedente normativa.

Tuttavia la sentenza si riferisce solo ai territori di Umbria e Basilicata. Il dubbio è come l’orientamento della Corte venga accolto dalle altre aree come ad esempio la Lombardia, dove vige un sistema che attribuisce storicità ai veicoli solo se riconosciuti da determinate organizzazioni (come ad esempio l’ASI, Automotoclub Storico Italiano).

Sulla decisione della Cassazione è intervenuto anche il presidente dell’ACI (Automobile Club d’Italia), Angelo Sticchi Damiani, secondo cui “permangono discriminazioni territoriali con orientamenti difformi da parte delle istituzioni, che penalizzano non pochi automobilisti rispetto ad altri”.

Sticchi Damiani ribadisce la necessità di portare ordine in tutto il comparto attraverso strumenti efficaci e appropriati, quali ad esempio una lista chiusa di veicoli di interesse storico e collezionistico redatta dalla stessa ACI. L’elenco verrebbe utilizzato anche dalle compagnie per la formazione dei prezzi assicurativi.

La decisione del 2014 di reintrodurre la tassa di circolazione è da attribuire al fatto che il sistema delle agevolazioni abbia in passato considerato di interesse storico qualsiasi veicolo immatricolato da più di vent’anni e in condizioni tali da potersi definire da amatore. La maggior parte di queste auto sono utilizzate con la stessa frequenza dei veicoli più moderni oppure in loro sostituzione. Il provvedimento lascia inalterata l’esenzione dal bollo per quei mezzi che hanno più di trent’anni.

Il provvedimento restrittivo sulle ultraventennali continua a far discutere sia le Associazioni che gli appassionati di auto vintage, sempre più convinti che la mancata esenzione andrà a cancellare nel lungo periodo un pezzo di storia automobilistica.

A essere danneggiati sono soprattutto i collezionisti che investono cifre più basse e che sono interessati a quelle vetture che iniziano ad avere una certa rilevanza nel panorama delle classiche. Le stime parlano per questo tipo veicoli di un crollo del mercato pari al 20%, con i possessori che sono disposti – pur di risparmiare – a rottamare il proprio mezzo o a cederlo fuori dai confini nazionali.

Le conseguenze hanno riguardato anche l’indotto, con gli operatori del settore come tappezzieri e meccanici che hanno visto diminuire i propri introiti. Stessa cosa è accaduta per gli Autoclub, i ristoranti, gli alberghi e i bar che beneficiano dei vari raduni.

L'assicurazione dovrà comunque essere pagata, perché non risparmiare? Su Segugio.it è possibile confrontare le offerte di numerose compagnie partner per trovare l'offerta di polizza più adatta alle proprie esigenze.

A cura di: Paola Campanelli

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