Perché il risarcimento diretto penalizza le moto

01/08/2016

Nell'ultima news di Segugio.it vi abbiamo parlato delle soluzione al danno da parcheggio dal punto di vista dell'assicurazione auto; oggi parliamo invece del sistema risarcitorio italiano visto che l’ultimo studio effettuato nell’ambito delle assicurazioni sui veicoli lascia qualche perplessità.

L’indagine nasce da un’idea di Confindustria ANCMA, Associazione Nazionale Ciclo e Motociclo e Accessori, che ha affidato all’Università Luiss di Roma un approfondimento scientifico sull’indennizzo diretto, con l’obiettivo di verificarne gli effetti sulle polizze di ciclomotori e motocicli. La ricerca si è basata sui dati forniti dalla CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) e ha utilizzato un modello matematico appositamente studiato dallo staff della Luiss.

Il meccanismo dell’indennizzo diretto, entrato in vigore nel 2007, permette all'assicurazione del responsabile del sinistro di non versare alla compagnia del danneggiato l'esatto importo che la parte lesa ha ricevuto ma un rimborso a forfait, il cui ammontare viene definito anno per anno dalla CONSAP. Il sistema a forfait prevede un vero e proprio listino usato per pagare i danni tra due compagnie che varia in base al tipo di veicolo e alla provincia di residenza.

Questo sistema ha portato risultati positivi sia sull’entità delle tariffe che sui tempi di liquidazione del sinistro: tuttavia, secondo lo studio, il risarcimento diretto provoca effetti distorsivi quando l’incidente coinvolge veicoli appartenenti a categorie differenti.

Visto che le collisioni dei motocicli coinvolgono nella quasi totalità dei casi veicoli come autovetture e autocarri, il settore dell’RC Moto risulta penalizzato. Negli ultimi due anni, i sinistri delle due ruote sono costati alle compagnie 56 milioni di euro in più rispetto alla spesa che si sarebbe generata in assenza del sistema di risarcimento diretto. Dunque, questa tipologia di indennizzo è ingiusta in quanto riversa sulle polizze dei centauri i costi originati dalle altre categorie di assicurati.

“Chiediamo al Governo”, commenta il Presidente di Confindustria ANCMA Corrado Capelli, “di intervenire tempestivamente sul problema del risarcimento diretto, attraverso una modifica normativa, che consentirebbe di eliminare alla radice un sistema iniquo, che aggrava la già delicata situazione dei costi assicurativi, principale barriera all’acquisto dei veicoli prodotti dalle nostre aziende. La ripresa del settore è ancora fragile ed è necessario sostenerla attraverso iniziative che tutelino gli utilizzatori ed incoraggino i potenziali acquirenti”.

L’unica soluzione per annullare l’effetto distorsivo sarebbe di riformare il meccanismo dei forfait, o più semplicemente eliminare l’intero sistema del risarcimento diretto.

Ricordiamo che in Italia il costo di una polizza moto è mediamente superiore dell’86% rispetto alle tariffe dei principali Stati Europei, incidendo fino al 50% del valore d’acquisto di uno scooter. Inoltre assicurare una due ruote in determinate regioni del sud Italia prevede una spesa che in alcuni casi supera abbondantemente il doppio della cifra rilevata in altre aree della penisola.

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Le differenze regionali sono confermate dall’Osservatorio di Segugio.it, il quale evidenzia un range di prezzi che va da un minimo di 353,36 euro del Friuli Venezia Giulia ai 1.095 euro della Campania. Questo dato si rispecchia anche nelle singole province, visto che a Udine la tariffa dell’RC Moto risulta essere una delle più economiche d’Italia (342 euro) mentre è più alta a Napoli (1265 euro) e Caserta (1198 euro).

A cura di: Paola Campanelli

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