Pedaggio autostrade, parte la protesta dei motociclisti

24/06/2016

Ieri vi abbiamo parlato della Cina e dei trasporti che guardano al futuro, oggi invece torniamo nel bel paese perché continua la lotta dei centauri contro i pedaggi autostradali che in Italia eguagliano i prezzi per le moto e le auto.

L’iniziativa di protesta è stata promossa congiuntamente dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI), dall’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo (ANCMA) e dalla rivista Motociclismo. Quest’ultima nel numero di giugno distribuirà un milione di adesivi che saranno apposti sui caschi o sulle moto di coloro che vogliono appoggiare la protesta.

L’argomento pedaggi è una battaglia che la FMI porta avanti già dal 1994. Da ricordare sempre in quell’anno l’iniziativa promossa dal Coordinamento Motociclisti che a lungo invitò i suoi soci a praticarsi un’autoriduzione delle tariffe facendosi compilare un verbale dal casellante. Ma la protesta si rivelò sterile, sia perché i motociclisti non diedero grande riscontro all’iniziativa di raccolta firme, sia per la preferenza da parte degli stessi appassionati delle due ruote a spostarsi sulle strade statali.

In Francia il pedaggio della tratta Parigi-Lione di 453 chilometri costa 33 euro per le auto e 20 per le moto mentre in Italia su un percorso equivalente come la Firenze–Napoli (circa 468 km) entrambi i veicoli pagano lo stesso importo di 33 euro. Le minori tariffe in favore della moto si applicano in quasi tutta l’Europa Occidentale, ovvero Inghilterra, Germania, Danimarca, Svezia, Portogallo, Olanda, Belgio, Slovenia e Austria.

Massimo Schiuntu, direttore generale AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori), ha espresso il proprio parere in merito, sottolineando le ragioni della tariffazione unica: “Una moto costa almeno quanto un’auto. Questo perché in termini di incidentalità e soccorso, usura del manto stradale e ingombri di carreggiata, due e quattro ruote sono equiparabili”.

Tuttavia c’è da tener conto che dal 2008 al 2015 l’incidentalità delle due ruote è diminuita di quasi il 50% e che il traffico delle moto vale meno dello 0,5% del fatturato delle concessionarie, motivi più che sufficienti per le Associazioni di categoria per adottare prezzi differenti tra auto e moto.

“Una moto pesa un sesto di un’auto”, specifica un comunicato congiunto dei tre promotori, “e occupa un quarto dello spazio: perché non premiare chi fluidifica il traffico, come avviene per esempio con lo sconto già praticato da alcune autostrade per il car pooling?”.

Il tema è stato anche oggetto di sondaggio da parte del mensile Motociclismo, a cui hanno partecipato oltre 2.000 persone. Il dato emerso è molto interessante in quanto il 95% dei votanti ritiene ingiusto che auto e moto paghino la stessa tariffa autostradale. Analizzando le risposte risulta che queste tratte coprono meno del 10% della percorrenza annua per il 55% dei votanti, ma che a influire su questo dato è proprio il costo spropositato del pedaggio. Infatti il 60% dei centauri utilizzerebbe maggiormente le autostrade se fossero applicati degli sconti, mentre il restante 40% sostiene che un prezzo minore non favorirebbe comunque un loro maggiore impiego. Infine, il 65% dei partecipanti pensa che le autostrade siano più sicure rispetto alle statali, il 23% valuta che non ci sia nessuna differenza e il 12% le ritiene addirittura più pericolose.

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A cura di: Paola Campanelli

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