Auto di proprietà, meno appeal con la ride sharing

08/06/2016

Negli ultimi anni si sta affermando un nuovo modo di vivere l’auto basato sul godimento e la condivisione del mezzo.

Secondo uno studio della Deutsche Bank il futuro della mobilità potrebbe essere dominato da una serie di startup del ride sharing – la forma di trasporto in cui si condivide l’uso di un veicolo – che permetterebbero di accantonare il concetto dell’auto di proprietà, sempre più interessato dall’onerosità delle spese di bollo, carburante, manutenzione e assicurazione.

Il sistema del ride sharing conta più di 25 milioni di iscritti alle varie piattaforme e circa 10 milioni di viaggiatori per ogni trimestre in oltre 22 Paesi, con un giro di affari che sfiora gli 1,6 miliardi di euro: le cifre, che ogni anno mantengono un trend crescente, rischiano di mettere in crisi tutto il settore dell’automotive.

Tra le aziende più famose in questo settore abbiamo già avuto modo di parlare negli scorsi mesi di UBER che, come detto, da qualche anno deve fare i conti con una concorrenza agguerrita. Sul mercato americano è crescente l’interesse degli utenti per Lyft, una startup fondata nel 2012 a San Francisco che sfrutta l’idea di trasportare persone grazie alla geolocalizzazione e all’utilizzo dello smartphone.

La caratteristica dei suoi driver sono i grandi baffi di peluche rosa posti sui paraurti anteriori delle auto, che li rendono riconoscibili al grande pubblico. Il mercato di Lyft vale circa 2,5 miliardi di dollari e si concentra attualmente all’interno dei confini statunitensi, avendo tra l'altro trovato come partner l’azienda Alibaba, il colosso cinese dell’e-commerce che potrebbe aprire all’azienda americana il mercato asiatico.

Sempre negli Stati Uniti, e precisamente sulle strade di Boston, è partito Chariot for Women, il servizio di trasporto che garantisce passaggi sicuri a donne e bambini al di sotto dei 13 anni. L’idea è stata messa in pratica da Michael Pelletz che per mettere la clientela al riparo da possibili molestie e violenze, ha previsto la sola assunzione di conducenti di sesso femminile la cui identità viene verificata al momento della prenotazione della corsa. La novità rispetto alle altre aziende del settore è che i ricavi della corsa sono devoluti in parte a fondazioni ed enti di beneficenza che si occupano di tematiche femminili.

Le conducenti reclutate si sottopongono a una serie di controlli che riguardano anche la fedina penale. L'applicazione è dotata di un sistema di sicurezza che fornisce una password da inserire prima della partenza e che viene condivisa da autista e passeggera.

Nel caso in cui non foste attratti da queste nuove modalità di trasporto e vogliate rimanere fedeli alla cara e vecchia auto di proprietà, Segugio.it vi offre la possibilità di risparmiare sulla polizza auto grazie al suo comodo strumento di comparazione che vi permetterà di trovare la migliore offerta, al minor prezzo.

Alcune startup si differenziano perché offrono non solo passaggi in auto ma anche sulle due ruote. È il caso di Allocab, una società francese di servizio taxi e Ncc (Noleggio con conducente) che permette di prenotare un driver in moto. Il motociclista professionista trasporterà il cliente su una comoda Honda Goldwing, con il vantaggio di evitare il traffico delle città.

Discorso analogo per la società Scooterino, la prima app italiana che utilizza gli scooter privati della città di Roma per far spostare in modo economico ed efficiente sia i residenti che i turisti. “Nella vita, come in strada, è più bello viaggiare insieme a qualcuno”, commentano Oliver Page e Francesco Rellini, co-founders di Scooterino, “per questo abbiamo unito le forze per dare vita alla più grande community di ride sharing su scooter in Italia”.

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A cura di: Paola Campanelli

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