Bollo auto, dal Parlamento la nuova proposta di abolizione

08/05/2016

L’abolizione del bollo di circolazione è un argomento di cui discutiamo da tempo, come testimonia l'articolo di qualche settimana fa: bollo auto, possibile abolizione dal 2017. L’idea, infatti, è stata portata all’attenzione dei media lo scorso mese di marzo direttamente dal Presidente del Consiglio, che aveva dichiarato la sua eventuale cancellazione con la prossima legge di Stabilità del dicembre 2016. L’intenzione viene adesso ribadita tramite una proposta di legge presentata in Parlamento che prevede di eliminare la tassa automobilistica aumentando le accise sui carburanti.

Ricordiamo che il bollo auto è un’imposta il cui pagamento spetta a tutti coloro che hanno un veicolo di proprietà. L’importo deve essere versato anche dalle vetture che non circolano, salvo che il mezzo in questione non venga radiato dai registri del PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. La tassa di circolazione si prescrive in 40 mesi, un termine che è stato allungato rispetto ai precedenti 36. È consigliabile conservare le ricevute di pagamento per almeno 4 anni, che salgono a 5 se l’importo versato è stato scaricato fiscalmente.

Il bollo di circolazione assicura nelle casse delle Regioni circa 6 miliardi di euro. L’idea è quella di recuperare tale importo aumentando l’accisa di un importo che non solo garantisca, in base ai consumi medi attuali, un gettito equivalente ma che porterebbe a recuperare i 500 milioni di euro derivanti dall’evasione dell’imposta. Quest’ultimo fenomeno è cresciuto soprattutto negli ultimi anni sia con la diffusione delle auto con targa straniera (anche questo tema affrontato da Segugio.it in tempi non sospetti con la news: auto, nuove norme contro le targhe estere) che con la demolizione dei veicoli e conseguente re-immatricolazione in Paesi che esentano dal pagamento del bollo, come Bulgaria e Romania.

L’accisa dovrebbe aumentare di circa 13 centesimi al litro mentre l’incremento complessivo del prezzo di benzina e gasolio, considerando anche l’Iva, ammonterebbe a quasi 15 centesimi.

Secondo i parlamentari Caon e Tosi la proposta “semplificherebbe la vita dei cittadini e semplificherebbe la vita dello Stato”, visto che gli automobilisti non dovrebbero più ricordarsi le scadenze per i pagamenti e l’ente eviterebbe di perseguire gli evasori incassando le somme direttamente dalle accise.

I più colpiti da questa eventuale legge sarebbero coloro che si spostano di più con l'auto sia per motivazioni di lavoro che per piacere, innescando inoltre il principio che chi più inquina, più paga. Il fatto stesso di pagare una tassa direttamente collegata al carburante utilizzato favorirebbe gli automobilisti che usano poco la vettura così come i possessori di auto storiche che ultimamente hanno subito la modifica di esenzione del bollo, trovandosi a corrispondere la tassa piena sui mezzi immatricolati tra i 20 e i 29 anni.

L’incremento delle accise potrebbe portare in futuro a maggiori vendite dei mezzi elettrici, con il vantaggio dunque di diffondere veicoli non inquinanti per l’ambiente.  

Tuttavia ci potrebbero essere ripercussioni negative che riguardano l’intera collettività, in quanto la crescita degli importi sui carburanti nel breve periodo potrebbe aumentare in proporzione anche i costi dei trasporti su gomma, il principale mezzo di locomozione delle merci che di conseguenza subirebbero un rialzo dei prezzi. 

E' bene ricordare che anche se il bollo potrebbe essere abolito, l'assicurazione dovrà essere pagata anche in futuro; come fare per risparmiare? Semplice, grazie a Segugio.it è possibile confrontare le tariffe delle principali compagnie e trovare la soluzione più vantaggiosa per il proprio portafoglio!

A cura di: Paola Campanelli

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