Auto e moto storiche, vademecum su assicurazione e bollo

13/04/2016

auto storiche

I proprietari di auto e moto storiche sono spesso agevolati sia nel pagamento delle imposte sul mezzo, grazie alle vigenti norme in materia, che nella stipula dell’assicurazione obbligatoria, che può differire in modo importante rispetto ai veicoli più nuovi.

La condizione affinché un veicolo sia considerato storico e possa usufruire dei vantaggi RC Auto/Moto, è che il mezzo sia iscritto a un registro ASI (Auto Storiche Italiane) o FMI (Federazione Moto Italiane), oltre naturalmente a essere stato immatricolato da più di 20 anni.

In questo modo si possono ottenere dalle compagnie contratti molto convenienti che non superano il tetto massimo dei 400 euro l’anno, in quanto si usufruisce di una classe di merito fissa al di fuori del sistema bonus malus. Inoltre è incluso nel prezzo della polizza la guida libera del mezzo che consente a chiunque di poterlo condurre: l’età minima dell’intestatario dell’assicurazione è di 23 anni.

Ricordiamo che le auto e moto di interesse storico sono diverse da quelle definite d’epoca: secondo la normativa queste ultime vengono radiate dal Pubblico Registro Automobilistico in quanto “destinate alla conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguate nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l'ammissione alla circolazione”. Questa categoria subisce dunque delle limitazioni in termini di circolazione, visto che possono essere utilizzate solo in occasione di appositi raduni e previa autorizzazione della Motorizzazione, un elemento di cui la compagnia assicurativa terrà conto al momento della stipula.

Tuttavia chi possiede una collezione di mezzi storici o d’epoca può sottoscrivere le cosiddette formule garage che consentono di assicurare il proprio parco a condizioni ancora più vantaggiose.

Per quanto riguarda il bollo di circolazione ricordiamo, come avevamo scritto ormai un anno e mezzo fa, che la legge di Stabilità del novembre 2014 ha escluso dal pagamento e, in alcuni casi, obbligato a versare una cifra forfettaria, i proprietari di auto e moto immatricolate da almeno trent'anni, mentre ha annullato i benefici per i veicoli storici ultraventennali (con un’età non superiore ai 29 anni).

Molti territori d’Italia avevano puntato sul fatto che la tassa di circolazione fosse un tributo proprio, ritenendo valida l’applicazione dell’esenzione prevista dalle proprie norme regionali. Tuttavia l’intervento del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) ha chiarito lo scorso anno che il bollo rientra tra i tributi propri derivati, ovvero istituiti da leggi statali ma il cui gettito è attribuito alle Regioni. A tal proposito il MEF chiarisce che i Governi locali possono solo modificarne le aliquote nel limite massimo fissato dall’articolo 24 comma 1 del Decreto Legislativo 504/92, vale a dire “tra il 90 ed il 110% degli importi vigenti nell’anno precedente”.

Proprio quest’ultima formula è stata applicata da alcuni realtà territoriali, come l’Emilia Romagna, l’Umbria e la Toscana, che hanno tagliato l’imposta sui veicoli ultraventennali del 10% a condizione che fossero iscritti nei registri ASI o FMI.

Per assicurare, risparmiando notevolmente, il proprio mezzo di trasporto, sia esso un'auto o una moto, è possibile farsi aiutare dal ministro del risparmio: Segugio.it. Con il suo prezioso comparatore permette di trovare le offerte più vantaggiose del mercato, il tutto a costo zero!  

A cura di: Paola Campanelli

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