UBER, oltreoceano arriva il servizio anche per le moto

16/03/2016

uber moto

Uber allarga il proprio bacino di utenti. Dopo il noleggio delle auto l’azienda statunitense lancia lo stesso servizio per le moto, scegliendo come città di prova la metropoli di Bangkok in Thailandia.

Il funzionamento di UberMOTO è simile a quello delle quattroruote. La prenotazione avviene tramite l'applicazione dello smartphone, con l'utente che inserisce la sua posizione e la destinazione. Il centauro più vicino riceve la chiamata e compie la corsa, portando con sé un casco che metterà a disposizione del passeggero.

La tariffa base è di 0,30 dollari, più 10 centesimi per ogni chilometro percorso, mentre il pagamento può avvenire in contanti o con carta di credito.

L’obiettivo di UberMoto è quello di offrire una forma di spostamento relativamente poco costosa andando a sostituire molti servizi del trasporto pubblico, con il vantaggio di ovviare agli enormi volumi di traffico e alla scarsa organizzazione della rete urbana che colpisce le zone del sud-est asiatico. Inoltre, la grande quantità di persone e la passione per le moto ha portato Uber a scegliere proprio Bangkok come città in cui sperimentare il nuovo servizio. I dati dell’azienda dicono che la scommessa sembra riuscita, con un gran numero di adesioni e una domanda degli utenti abbastanza sostenuta.

Tuttavia UberMOTO non è esente da critiche. Le questioni più dibattute riguardano la sicurezza del passeggero, visto il maggior rischio a cui si è soggetti su una due ruote è l’inconveniente che potrebbe facilmente verificarsi, che il casco fornito dal guidatore sia di una misura sbagliata.

Intanto in Italia continuano le proteste dei tassisti contro la stessa Uber. I sindacati di categoria delle auto gialle hanno proclamato uno sciopero generale con una manifestazione a Roma, nella quale sono attesi più di 10 mila autisti da tutte le città italiane. Il corteo dovrebbe passare dai punti più trafficati della Capitale, il Colosseo e i Fori Imperiali.

Le manifestazioni dei tassisti contro l’azienda made in USA non riguardano solo l’Italia ma hanno già coinvolto molte città europee. A Londra, ad esempio, otre 8.000 Black Cab hanno paralizzato le principali strade della capitale britannica, mentre a Parigi circa 1.500 vetture hanno bloccato gli accessi agli aeroporti di Charles De Gaulle e Orly.

“Protestiamo contro la deregolamentazione del settore”, spiega in una nota il sindacato dei tassisti, “che favorirebbe oligopoli e multinazionali a discapito del servizio pubblico. Diciamo no agli emendamenti alla legge 21/92, discussi in commissione al Senato”. Alla base del malcontento c’è la richiesta delle Associazioni di mantenere le figure professionali del tassista e del noleggiatore con conducente, senza introdurre eventuali categorie di autisti non professionisti.

A tal proposito, i conducenti di taxi sono stati rassicurati dal senatore Salvatore Tomaselli, relatore del disegno di legge Concorrenza, che spiega come sulla questione Uber non sia ancora previsto alcun intervento da parte del Governo e che gli emendamenti proposti al Senato (giudicati particolarmente lesivi dalla categoria) fanno parte della libera e autonoma iniziativa dei parlamentari.

A cura di: Paola Campanelli

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