Solvency II, in vigore la nuova direttiva sulle assicurazioni

02/03/2016

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Già efficace dallo scorso primo gennaio, la nuova direttiva Solvency II modifica i requisiti degli intermediari assicurativi.

La disposizione, che ha lo scopo di estendere la normativa di Basilea II al settore assicurativo, introduce un nuovo regime di vigilanza con l’obiettivo di fornire un quadro regolamentare rivolto non solo alla massima tutela di chi usufruisce del servizio assicurativo, ma anche alla creazione di strumenti che permettano alle autorità di vigilanza di valutare la solvibilità delle imprese.

Più in dettaglio, Solvency II si articola secondo i cosiddetti tre pilastri. Il primo – relativo ai requisiti patrimoniali delle imprese – è costituito dalle norme per il calcolo delle riserve tecniche, dall’ammissibilità degli attivi per la copertura delle stesse riserve, ai principi di gestione degli investimenti e, in generale, ai requisiti di solvibilità.

Il secondo si riferisce alle regole in materia di governance d’impresa. Gli interventi mirati alla strategia delle compagnie di assicurazione prevedono di introdurre nuove funzioni aziendali accanto a quelle relative al sistema di controllo interno (internal audit, gestione dei rischi e compliance): si tratta della funzione attuariale, ovvero quella maggiormente responsabilizzata nella valutazione delle riserve tecniche.

Infine il terzo, dedicato alla trasparenza, riguarda la vigilanza e gli obblighi di informazione delle imprese verso l’Autorità di controllo e il mercato. Le imprese sarebbero tenute a una periodica informativa nei confronti dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), volta a consentire all’Autorità di analizzare il sistema di governo societario prescelto dall’impresa, l’attività esercitata, i principi di valutazione applicati ai fini del calcolo della solvibilità, la corretta gestione dei rischi, il fabbisogno e la gestione del capitale.

Per le finalità di vigilanza il decreto prevede la possibilità da parte dello stesso Istituto di usufruire delle società di revisione o dei revisori.

Tuttavia, gli operatori del settore sono convinti che la nuova direttiva non avrà un impatto positivo sulla rete distributiva. Del tema si è discusso lo scorso 5 febbraio in un convegno organizzato a Milano dal Giornale delle Assicurazioni, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

“L’impatto di Solvency II sugli intermediari”, spiega Antonio Canu, presidente del Gruppo agenti Lloyd Italico, “c’è e non è solo un problema di standardizzazione dei prodotti. Si pensi che uno dei prodotti assicurativi dal quale Solvency II spinge le compagnie ad allontanarsi è il più standardizzato di tutti, cioè l’RC Auto”.

Secondo lo stesso Canu c’è il rischio che le compagnie possano scegliere di ridefinire il mix di prodotti offerti, di ridurre il peso dell’RC Auto, di ridisegnare le polizze contenendo le garanzie, fino a spingersi a uscire da certe aree di rischio a prescindere dalla domanda del mercato.

A cura di: Paola Campanelli

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