Cambiano le norme sul fermo amministrativo

26/02/2016

fermo amministrativo

Il mancato pagamento del bollo di circolazione sull’auto porta Equitalia alla riscossione del debito tramite l’applicazione del fermo amministrativo del mezzo. Dallo scorso ottobre, tuttavia, sono cambiate le norme che regolano il provvedimento: in caso di pagamento dilazionato, non si potrà usare la vettura fino alla corresponsione dell’ultima rata.

Il fermo è un atto con il quale le pubbliche amministrazioni bloccano l’uso dei mezzi a motore e impediscono al legittimo proprietario di utilizzarlo. Il fine è proprio quello della riscossione di crediti non pagati, quali ad esempio le multe o la tassa automobilistica: i veicoli soggetti a restrizione non possono circolare, né essere radiati, esportati o demoliti.

Fino allo scorso ottobre, l’articolo 19 del DPR (Decreto del Presidente della Repubblica) 602/1973 prevedeva che si potesse rimediare al blocco dell’auto chiedendo istanza di pagamento rateizzato allo stesso ente. Una volta ottenuta l’autorizzazione, eventuali fermi o ipoteche iscritte in precedenza venivano cancellati al pagamento della prima rata. La procedura ha però portato a diversi abusi da parte dei contribuenti che, una volta saldata la prima rata, provvedevano a vendere il veicolo e a interrompere il pagamento. Non rientrando più il mezzo nei beni del debitore, l’Agente di riscossione non poteva iscrivere nuovamente il fermo.

Per ovviare a questa lacuna è stato approvato – in materia di semplificazione e razionalizzazione delle norme di riscossione – il Decreto legislativo numero 159 entrato in vigore il 22 ottobre 2015 che reinterpreta il vecchio DPR. La nuova norma prevede che “ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca o il fermo solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di decadenza ai sensi del comma 3. Sono fatti comunque salvi i fermi e le ipoteche già iscritti alla data di concessione della rateazione”.

Rispetto alla precedente versione, il fermo amministrativo iscritto prima della dilazione di pagamento non può essere cancellato e diventa necessario attendere l’estinzione totale del debito prima che l’automobilista possa usufruire nuovamente del veicolo. Chi invece non ha ancora ricevuto il fermo amministrativo, può evitare l’iscrizione della misura cautelare presentando l’istanza di rateazione.

Accade poi che gli automobilisti cerchino degli escamotage per ovviare al problema del fermo, magari comprando una seconda auto. La convinzione comune è che quest’ultima sia esente dal provvedimento perché già applicato al primo mezzo, mentre le norme stabiliscono che per debiti superiori a 2.000 euro può essere richiesto il fermo di più autoveicoli. Tuttavia esistono delle sentenze che hanno difeso le ragioni del cittadino: è il caso, ad esempio, in cui il mezzo sia di proprietà di più soggetti (l’auto non viene fermata se solo uno degli intestatari ha problemi) o sia funzionale al tipo di lavoro svolto.

Negli ultimi giorni sembra che ci sia un’apertura da parte di Equitalia, su suggerimento dell’Amministratore Delegato Ernesto Maria Ruffini, che consentirà di limitare gli effetti negativi per l’automobilista conseguenti all’introduzione del decreto 159 sulla riscossione. Lo scopo è quello di semplificare la procedura, permettendo a coloro che abbiano richiesto di pagare a rate di continuare a utilizzare il proprio veicolo.

A cura di: Paola Campanelli

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