Migliora in Italia la qualità dell’aria

26/03/2016

inquinamento urbano

Il Rapporto dell’IstatQualità dell’Ambiente Urbano” traccia un profilo sulla condizione ambientale della penisola italiana. La statistica, relativa all’anno 2014, evidenzia come nelle città sia migliorata la qualità dell’aria grazie alla diminuzione delle concentrazioni di polveri sottili: il fenomeno è più evidente soprattutto in alcuni capoluoghi del Nord.

Proprio qui si verifica per la prima volta una diminuzione dei superamenti delle soglie di rischio per il PM10 (Materia Particolata, cioè presente nell’atmosfera in piccole particelle), ovvero poco più di 35 giorni all’anno oltre il limite della media giornaliera di 50 nanogrammi. Il problema, che si manifesta in forma meno accentuata nel centro Italia, peggiora nel Mezzogiorno dove salgono da sei a otto i capoluoghi in cui si sono registrate situazioni oltre la soglia massima.

Calano anche i livelli di biossido di azoto (NO2), un altro inquinante ad ampia diffusione derivato principalmente dalla combustione dei veicoli a motore e dalla produzione industriale. Nel 2014, in 23 dei 92 capoluoghi monitorati, il valore della concentrazione media annua è stato superiore al limite dei 40 nanogrammi fissato per la protezione della salute dei cittadini. Anche in questo caso si osserva un miglioramento che interessa prevalentemente i capoluoghi del Nord, le cui città dove si verificano i superamenti dei limiti sono passate dal 48% del 2013 al 29% dell’anno successivo. Il fenomeno interessa in misura minore i Comuni del Mezzogiorno, anch’essi diminuiti dal 25% al 18%, mentre la condizione rimane stabile nei capoluoghi del Centro.

Discorso diverso per l’inquinamento acustico, che supera i limiti in più del 50% dei controlli effettuati, calati del 15,8%. Gli accertamenti sui livelli di rumore sono stati realizzati dal 91,5% dei capoluoghi del Nord, dall’81% di quelli del Centro e dal 68,1% delle città del Sud. Riguardano nella maggior parte dei casi controlli sulle attività di servizio e commerciali (76,6%), mentre interessa in misura molto minore le attività produttive (industriali, artigianali e agricole) e le infrastrutture stradali.

L’indagine rileva anche informazioni relative alla mobilità urbana. In particolare, scende il tasso di motorizzazione dei capoluoghi di provincia attestandosi nel 2014 a 603 autovetture ogni mille abitanti contro i 613 del 2013 e i 635 del 2011. Cresce lievemente invece la percentuale delle autovetture circolanti (+0,1%) e il numero di auto di nuova immatricolazione (+7,5%). I livelli di motorizzazione sono mediamente più alti nelle città del Centro, 617 auto ogni mille abitanti, contro le 602 del Nord e le 591 del Mezzogiorno. Valori superiori a 700 auto si riscontrano a Viterbo, Frosinone, L’Aquila, Isernia e Potenza, mentre il più basso è relativo alla provincia di Venezia (416).

In calo per il terzo anno consecutivo il numero di motocicli e ciclomotori, circa 130 ogni mille abitanti. Le città con il maggior numero di due ruote in rapporto alla popolazione sono Imperia e Livorno (oltre 250 ogni mille abitanti), seguite da Genova (231) e Catania (202). Come per le autovetture, il valore più basso si registra Venezia (67). Un dato interessante riguarda l’incremento dei motocicli conformi alla normativa Euro 3, anche se la percentuale di quelli circolanti raggiunge solo il 40% del totale. 

In termini di mobilità è bene ricordare che, per assicurare un’auto o una moto, si possono effettuare delle comparazioni su Segugio.it, il portale che permette di usufruire dei premi più convenienti sul mercato proposti dalle principali compagnie. 

A cura di: Paola Campanelli

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