Volkswagen, rientra l'allarme emissioni CO2

29/12/2015

allarme emissioni CO2

Si attenua l’ondata dello scandalo che aveva colpito il Gruppo Volkswagen riguardo alle alterazioni delle emissioni di CO2. Il caso, che poteva alimentare il dieselgate con la questione degli inquinanti di ossido di azoto (NOx), è stato ridimensionato dalla stessa casa automobilistica che in un primo momento aveva individuato 430 mila vetture con possibili irregolarità.

Le indagini interne svolte sulle manipolazioni delle emissioni di anidride carbonica riguarderebbero 36 mila vetture, corrispondenti allo 0,5% dei volumi totali. Gli scostamenti di pochi grammi di CO2, individuati nei dati di nove varianti di modelli, corrispondono a un aumento del ciclo di consumi di soli 0,1/0,2 litri per 100 chilometri percorsi.

La notizia è positiva anche dal punto di vista economico visto che le perdite potenziali stimate per questo tipo di problema erano di circa 2 miliardi di euro, mentre ora la cifra sarebbe di gran lunga inferiore.

Intanto la KBA, l’Autorità federale tedesca dei trasporti, ha dato parere favorevole alle modifiche presentate dalla Volkswagen per i tre motori coinvolti nella vicenda delle emissioni irregolari di NOx, 1.2, 1.6 e 2.0 TDI della famiglia EA189. La campagna dei richiami verrà avviata alla fine del prossimo mese di gennaio 2016.

I possessori dei veicoli equipaggiati con questi propulsori saranno informati dal produttore con due comunicazioni scritte. Con la prima raccomandata il cliente riceverà la notifica del provvedimento, mentre nella seconda ci sarà la richiesta di segnalare un appuntamento presso il centro autorizzato della città dove il proprietario risiede.

I primi motori a essere richiamati saranno quelli interessati dalla sola modifica del software, vale a dire i 2 litri dal primo trimestre e gli 1.2 TDI dalla fine del secondo trimestre. Gli 1.6 litri, gli unici che necessitano di un intervento anche a livello di meccanica con l’installazione di un variatore di flusso, si recheranno in officina dal terzo trimestre.

I provvedimenti approvati dall’Autorità saranno applicati a tutti i mercati degli Stati membri dell’UE: l’obiettivo è quello di regolarizzare tutti i propulsori coinvolti entro fine anno senza effetti collaterali in termini di prestazioni e consumi.

La casa automobilistica tedesca sostiene che solo un piccolo gruppo di dipendenti è responsabile della manipolazione dei test Usa sugli inquinanti e che i membri del Cda non sono in alcun modo coinvolti nello scandalo. Lo stesso Gruppo ha annunciato alcune iniziative per migliorare il controllo dello sviluppo dei software per i motori, così da evitare casi simili in futuro.

Dal punto di vista delle vendite europee, a novembre 2015 il costruttore tedesco le incrementa del 4,2% ma perde il 2,3% in quota di mercato – dal 26,8% all’attuale 24,5% – rispetto allo stesso mese del 2014. Le immatricolazioni sono cresciute del 3,1% per il marchio VW, del 4,1% per Audi e dell’11,2% per Skoda mentre Seat perde il 2,5%.

“L’Europa occidentale”, commenta Jurgen Stackmann, membro del board responsabile di Sales & Marketing di Volkswagen Passenger Cars, “è tradizionalmente un pilastro del brand. Per questo siamo particolarmente soddisfatti di vedere che i nostri clienti ci sono rimasti fedeli, specialmente in questo periodo così impegnativo per il gruppo”. In particolare, Volkswagen ha continuato a crescere in Germania, Italia e Spagna.

A cura di: Paola Campanelli

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