Volkswagen, possibili irregolarità anche su motori a benzina

10/11/2015

implicazioni dieselgate

Lo scandalo dieselgate che ha coinvolto il Gruppo Volkswagen continua ad arricchirsi di nuovi fatti.

Dopo i guai con la scoperta del software che altera le emissioni di ossido di azoto (NOx), il colosso tedesco rischia di veder infliggere un altro duro colpo alla propria reputazione di marchio affidabile e di qualità. L’ulteriore violazione è stata dichiarata in un comunicato dalla stessa Volkswagen: “indagini interne hanno permesso di stabilire che sono state commesse irregolarità nella determinazione dei valori delle emissioni di anidride carbonica (CO2) per l’omologazione dei veicoli”.

Attualmente si stima che questo problema potrebbe costare al Gruppo altri 2 miliardi di euro, visto che coinvolge quasi 800 mila veicoli: di questi, 98 mila sono equipaggiati con motore a benzina mentre la parte rimanente sono a gasolio. Le cifre vanno a sommarsi agli oltre 11 milioni di auto conteggiate già lo scorso settembre, quando la vicenda sulle emissioni di NOx è stata resa pubblica.

Intanto, sul fronte americano, l’EPA (Ente per la protezione dell’ambiente) ha inviato al costruttore tedesco una seconda Notice of violation (Nov) per via del presunto utilizzo del software incriminato – defeat device – anche sui motori di alta cilindrata. Il meccanismo è in grado di riconoscere quando la vettura viene sottoposta a prove di laboratorio su un banco a rulli, attivando solo in quel caso la modalità a basse emissioni. Su strada invece le stesse auto producono quantità di NOx superiore di nove volte il massimo consentito e il funzionamento sarebbe simile a quello adottato sui motori della serie EA189 di 1,6 e 2 litri.

La notifica riguarda circa 10 mila veicoli con i propulsori diesel di 3.000 centimetri cubici prodotti dal 2014 a oggi. I modelli incriminati riguardano VW Touareg, Porsche Cayenne model year 2014-2016 e Audi con i Suv Q5-Q7 e le berline A6, A7, A8. 

Questa ulteriore indagine svolta dall’Ente americano, in collaborazione con il CARB (California Air Resources Board), si è aperta dopo il 25 settembre e riguarderebbe anche brand di altri Gruppi, su cui – secondo il Detroit News – non si sarebbero rilevate violazioni simili.   

In via cautelativa, la Casa di Wolfsburg ha deciso di bloccare le vendite dei motori sospetti ma ha ribadito che le accuse dell’EPA sono infondate: tuttavia, i vertici Volkswagen si sono dichiarati pronti a collaborare per chiarire la vicenda.

Per evitare che il caso Volkswagen possa ripetersi, l'Unione Europea ha modificato l’omologazione delle auto a gasolio approvando i test su strada, che affiancheranno dal prossimo gennaio 2016 le attuali prove di laboratorio. La linea approvata dai 28 Stati è meno rigida rispetto alle azioni proposte dalla Commissione Europea, in quanto le eccedenze di NOx sono state ritoccate verso l’alto.

I limiti al superamento delle emissioni di ossido di azoto, consistenti in 80 mg per chilometro, sono diversi a seconda della distinzione tra nuovi modelli e auto nuove. Per i primi è prevista una tolleranza del 110% entro settembre 2017 e del 50% entro gennaio 2020, mentre per le auto da immatricolare sarà del 110% entro settembre 2019 e del 50% entro gennaio 2021; ad oggi, il divario tra emissioni dichiarate e reali possono arrivare sino al 400-500%. Le decisioni non sono definitive e potranno essere riviste dal Parlamento UE.

A cura di: Paola Campanelli

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