Auto, prime critiche per il CdP digitale

06/11/2015

certificato di proprietà

A poco più di un mese dalla sua entrata in vigore, il Certificato di Proprietà digitale fa già discutere sui suoi possibili vantaggi. Le critiche arrivano dall’UNASCA, Unione Nazionale Autoscuole Studi di Consulenza Automobilistica, secondo cui fare un passaggio di proprietà è diventato più complesso di prima.

Dallo scorso 5 ottobre il tradizionale CdP su carta, necessario per vendere o rottamare ogni mezzo, è stato sostituito dal nuovo attestato online: la dematerializzazione prevede che il documento sia conservato negli archivi magnetici del PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. Ricordiamo che il CdP attesta l’effettiva proprietà del veicolo e contiene, oltre ai dati del proprietario, la targa del mezzo, il numero di telaio, la data dell’immatricolazione, i cavalli fiscali e eventuali ipoteche che gravano sul veicolo.

I benefici dell’abolizione del documento materiale riguardano sia il risparmio nell’utilizzo della carta che la sicurezza intrinseca del certificato, eliminando il certificato digitale le situazioni di furto o di smarrimento dello stesso atto. In pratica, ai nuovi acquirenti di veicoli e a chi effettua nuove trascrizioni viene rilasciata unicamente una ricevuta con un codice di accesso attraverso il quale consultare il CdP online sul sito dell’ACI.

Le complicazioni citate dall’UNASCA sarebbero piuttosto di carattere tecnico e pratico. Secondo l’Unione le procedure sono tutt’altro che semplificate, con un allungamento dei tempi che penalizzerebbe soprattutto i professionisti della compravendita di auto.

Inoltre, i fogli complessivi da stampare per portare a termine il trasferimento sono passati da uno, il certificato cartaceo, a almeno cinque: uno per la delega, due per il CdP che attualmente viene stampato come atto di compravendita, un allegato che contiene informazioni aggiuntive e la fotocopia del documento del delegante. Il tutto allungherebbe i tempi di lavoro per gli operatori e l’attesa dei cittadini.

“La necessità di stampare più fogli”, chiarisce il direttore del servizio del Pubblico Registro Automobilistico Giorgio Brandi, “è circoscritta a meno del 10% delle operazioni. Mentre per oltre il 90% è rimasta la stampa di un solo foglio. E riguarda esclusivamente le operazioni complesse, caratterizzate dalla presenza nell'atto di vendita di più soggetti. Si ripete quanto avveniva con il vecchio CdP cartaceo per le medesime fattispecie”.

Lo stesso Brandi precisa che questa situazione è assolutamente transitoria e destinata a essere superata dalla completa digitalizzazione dei processi, che entrerà in vigore entro febbraio 2016. Un’ultima precisazione arriva sulla questione ritardi e difficoltà operative: un’accusa infondata secondo il PRA, visto che in media ogni giorno arrivano solo 60 richieste di assistenza, prevalentemente a titolo di informative, dalle oltre 5.500 agenzie collegate.

Proprio in questi giorni l’Automobile Club d’Italia ha annunciato che sono stati emessi 600.000 esemplari del CdP digitale. L’ACI specifica in una circolare che sono previste “ulteriori semplificazioni a favore degli utenti e degli operatori professionali, frutto del costante monitoraggio effettuato dai tecnici del Pubblico registro automobilistico sulle operazioni svolte”.

A cura di: Paola Campanelli

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