Assicurazione auto, critiche per la Tariffa Italia

03/11/2015

tariffa italia

Le norme in tema di RC Auto contenute nel DDL concorrenza continuano a suscitare polemiche soprattutto da parte delle stesse società assicurative.

L’ultima critica riguarda la cosiddetta Tariffa Italia e arriva da parte degli attuari, i professionisti che all’interno delle compagnie hanno il compito di determinare le tariffe tramite l’utilizzo di modelli matematici e probabilistici.

Questo tipo di tariffa permette di poter accedere a un prezzo RC più basso a coloro che negli ultimi cinque anni non hanno causato incidenti e che installeranno sul veicolo la scatola nera. Lo sconto non potrà essere inferiore a una percentuale minima determinata dall’IVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni) e sarà maggiore per le regioni con un più alto tasso di sinistrosità.  

“Con la nuova norma”, afferma Giampaolo Crenca, presidente del Consiglio nazionale degli attuari, “si tende a eliminare uno dei parametri più significativi, quello legato al territorio, ai fini della tariffazione nel ramo RC Auto, parametro da sempre utilizzato proprio perché ritenuto altamente predittivo del rischio oltre che di facile e certa reperibilità”.

La nuova norma penalizzerebbe anche gli assicurati residenti nelle regioni dove il rischio di incidenti è minore e tutti quelli che non sono stati coinvolti in sinistri da almeno 5 anni. Secondo gli attuari la conseguenza sarebbe un aumento dei prezzi delle polizze per gli automobilisti virtuosi residenti nelle aree dove il rischio è minore (e che per questo motivo oggi pagano meno), per compensare una riduzione delle tariffe dei residenti virtuosi delle zone a maggior rischio che attualmente sborsano di più.

Tuttavia secondo gli esperti la Tariffa Italia potrebbe avere anche un lato positivo, ovvero che i premi si attestino su valori inferiori alla media nazionale per una buona parte degli assicurati. Il motivo è da attribuirsi alle stime sul numero di automobilisti senza sinistri da almeno 5 anni: dai calcoli risulterebbero circa il 75%, tenendo conto che si registrano meno di 6 incidenti su 100 auto (su base nazionale) e che per vari motivi una piccola parte di questi non vengono valorizzati sull’attestato di rischio.

La Tariffa Italia era già stata ampiamente stigmatizzata dall’ANIA, l’Associazione delle assicurazioni, che ha annunciato aumenti tariffari se la norma dovesse passare. L’Associazione sottolinea che la previsione di sconti affidati alla valutazione dell’IVASS è in contrasto con il principio di libertà tariffaria stabilito dalle normative europee, esponendo l’Italia a una sicura sanzione per violazione del diritto comunitario. L’ANIA fornisce come alternativa per la diminuzione dei costi assicurativi il maggior controllo nel settore delle riparazioni attraverso la previsione del risarcimento in forma specifica (riparazione dell’auto presso carrozzerie convenzionate con la compagnia): una clausola momentaneamente bocciata dall’Esecutivo.

Di tutt’altro parere la Federconsumatori Campania, molto soddisfatta per il passaggio alla Camera della proposta Tariffa Italia, chiesta a gran voce già dal 2014. Secondo l’Associazione, il Parlamento avrebbe finalmente fatto un passo decisivo per quella che è l’applicazione di un principio di giustizia sociale: il riferimento va soprattutto alla città di Napoli, il cui costo dell’assicurazione dovrebbe abbassarsi notevolmente.

A cura di: Paola Campanelli

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