Sulle auto USA sarà di serie il sistema di frenata autonoma

26/10/2015

sistemi frenata

La sicurezza attiva dei veicoli diventa un fattore sempre più importante nel settore dell’automotive.

Proprio per questo motivo, negli Stati Uniti la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha recentemente ottenuto l’impegno da parte di un gruppo di costruttori automobilistici che il sistema di frenata AEB equipaggi di serie le loro vetture. Le case che hanno aderito sono Audi, BMW, Ford, General Motors, Mazda, Mercedes-Benz, Tesla, Toyota, Volkswagen e Volvo.

“Le case automobilistiche che hanno sottoscritto il patto”, dichiara l’amministratore di NHTSA Mark Rosekind, “hanno concordato su un importante principio: l'AEB è una tecnologia salvavita che dovrebbe essere a disposizione di tutti i proprietari dei veicoli. Noi incoraggiamo tutti gli altri costruttori a partecipare a questo sforzo”. Il risultato è buono, perché i 10 car maker che vi hanno aderito coprivano il 57% del mercato automobilistico statunitense.

L'Autonomous Emergency Brake (AEB) utilizza sensori come radar e telecamere per rilevare un avvicinamento eccessivo e repentino al veicolo che precede. Se la collisione viene valutata imminente e l’intervento di chi guida è tardivo o assente, il veicolo frena automaticamente. Il dispositivo permette di evitare un incidente o, perlomeno, di ridurre le conseguenze dell’impatto: spesso si frena in modo poco tempestivo per ragioni diverse, quali la scarsa visibilità, la stanchezza o anche per una semplice distrazione.

La maggior parte dei dispositivi si basa su una tecnologia a sensore ottico (LIDAR) montato sul parabrezza, che identifica la presenza di ostacoli davanti alla vettura: scansionando lo spazio davanti all’automobile, l’AEB valuta la presenza di ostacoli che possono costituire un rischio di collisione.  

Esistono due diverse tipologie di AEB. I sistemi che operano alle basse velocità sono definiti AEB City e intervengono in situazioni a velocità ridotta (fra i 10 e i 50 km/h) e di ostacoli improvvisi, tipici della guida nel traffico cittadino. In questo caso i sensori monitorano un tratto di strada di 6-8 metri davanti al mezzo.

L’AEB Inter-Urban, invece, interviene in situazioni di guida a velocità più elevata, tipicamente fuori dai centri urbani. In queste circostanze c’è un arco di tempo maggiore affinché il guidatore intervenga: l’Emergency Brake avvisa il conducente due volte e in caso di mancata risposta applica automaticamente una frenata pesante. I sistemi extraurbani utilizzano dei radar a lungo raggio in grado di rilevare i veicoli antistanti, a una distanza fino a 200 metri. In molti modelli di auto il dispositivo entra in funzione anche quando l’automobilista effettua regolarmente la frenata, al fine di darle la massima efficienza.

In Europa, e soprattutto in Italia, l’AEB è diffuso solo nelle vetture di fascia alta e medio-alta ma molto spesso solo come optional: diverso il discorso per le city car e le compatte in genere, che difficilmente lo offrono anche a pagamento. Uno studio pubblicato da Euro NCAP e ANCAP (gli organi di sicurezza indipendenti per l’Europa e Australia) ha stabilito l’importanza e l’utilità di questo dispositivo, visto che la tecnologia a bassa velocità permette una riduzione dei tamponamenti del 38%.

A cura di: Paola Campanelli

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