Attestato di rischio digitale, come cambia l’RC Auto

03/08/2015

attestato di rischio digitale

Il primo processo per snellire la burocrazia delle assicurazioni è già entrato in funzione e dal primo luglio 2015 l’attestato di rischio ha abbandonato la tradizionale forma cartacea in favore di quella digitale.

La riforma si concluderà il prossimo 18 ottobre tramite l’eliminazione del tagliando assicurativo apposto sul parabrezza dell’auto, con l’obiettivo di abbassare le tariffe delle polizze più care d’Europa. Per approfondimenti su questo argomento, vedi la news sulla dematerializzazione delle polizze su segugio.it.

L’attestato, oltre a indicare la classe di merito di provenienza e quella assegnata dal contratto per l’anno successivo, riporta anche il numero dei sinistri provocati dall’assicurato negli ultimi cinque anni e le eventuali franchigie non rimborsate alla compagnia assicuratrice.

Come riporta il regolamento IVASS (l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni), la procedura con cui viene attivata la dematerializzazione prevede che gli automobilisti non riceveranno più l’attestato direttamente a casa entro 30 giorni dalla scadenza della polizza, ma lo troveranno online in un’area dedicata sul sito della propria compagnia.

In alternativa, gli assicurati potranno richiedere la consegna via e-mail o tramite App che sarà disponibile per smartphone e tablet. Se la polizza sarà stipulata da un broker, si potrà richiedere la stampa dell’attestato di rischio senza alcuna maggiorazione di costi.

Non ricevere più il formato cartaceo a casa potrebbe portare l’assicurato a trascurare il controllo dell’attestato di rischio, non accorgendosi di eventuali errori. Tuttavia, anche se l’automobilista scoprisse che per sbaglio la compagnia ha inserito una classe di merito più alta, non è prevista nessuna sanzione.

Intanto la commissione Giustizia alla Camera ha richiesto alcune modifiche al DDL sulla concorrenza in ambito RC Auto, come lo stralcio degli articoli che prevedono sconti per l’installazione della scatola nera e il risarcimento in forma specifica presso carrozzerie convenzionate.

Secondo i deputati, la diminuzione delle tariffe non basterà ad ammortizzare i costi della black box totalmente a carico del cliente e l’utilizzo obbligatorio di carrozzerie scelte dalle compagnie sarebbe ‘una grave limitazione delle facoltà contrattuali degli assicurati espressamente riconosciute dal codice civile’.

Inoltre, la stessa commissione critica la nuova disposizione sul danno non patrimoniale, che riduce notevolmente l’ambito risarcitorio. Su quest’ultimo argomento, i relatori del DDL sono decisi ad andare avanti sulla linea intrapresa: è stato presentato alle commissioni Finanze e Attività produttive un emendamento che secondo gli esperti non solo conferma la volontà governativa di ridurre i risarcimenti, ma prevede anche che i nuovi criteri abbiano effetto retroattivo.

La conseguenza è che i parametri della nuova tabella unica nazionale, usata per calcolare il valore di ogni punto di invalidità causato dall’incidente, si applicheranno anche alle richieste di danno ancora in corso nel momento in cui la legge entrerà in vigore.

L’ANIA (l’Associazione delle imprese assicurative) appoggia l’operato dell’Esecutivo, sostenendo che senza il taglio degli indennizzi sarà difficile abbassare ulteriormente i premi: in disaccordo con questa tesi l’avvocato Marco Bona, esperto di responsabilità civile, secondo cui “è dimostrato come non vi sia correlazione tra premi e risarcimenti”.

A cura di: Paola Campanelli

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