Etilometri, poco affidabili se tarati male

15/06/2015

test alcolemico

I controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine tramite etilometro per rilevare lo stato di ebbrezza degli automobilisti potrebbero non essere attendibili.

Il caso ha riguardato lo strumento che verifica l’omologazione degli stessi etilometri, la cui taratura è stata sospesa dal Centro Prove Autoveicoli di Milano a causa di un malfunzionamento dei banchi prova.

Il provvedimento deriva da una circolare della Direzione Generale Territoriale del Nord-Ovest del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, avente funzione di “avviso alle Forze dell'Ordine e all'Utenza interessata”. La comunicazione informa della temporanea interruzione del servizio di omologazione “in attesa del completo ripristino della funzionalità dei banchi di verifica metrologica” fino a quando lo stesso ufficio non deciderà il ritorno alla normale procedura.

Prima di arrivare in dotazione d’uso, l’etilometro è sottoposto a una serie di test che ne verificano la funzionalità e la precisione: in seguito, verranno effettuati dei controlli ad intervalli annuali. Queste attività vengono espressamente affidate dalla norma al CSRPAD (Centro superiore ricerche e prove autoveicoli e dispositivi), che è l’ente centrale nell'ambito della Motorizzazione. Il crescente utilizzo degli etilometri ha portato la sede di Roma del CSRPAD a installare dei laboratori su tutto il territorio nazionale e nei vari CPA (Centri prova autoveicoli).

Come la maggior parte degli strumenti digitali che rilevano dei valori, accade che con l'utilizzo e il passare del tempo possano riscontrarsi problemi di affidabilità a causa della perdita di calibrazione del sensore. Nel momento in cui si effettuano le due rilevazioni per il controllo del tasso di alcolemia (di cui solo la seconda è usata ai fini dell'accertamento), l’etilometro può indicare valori troppo discordanti tra loro ed eccessivi.

Le cause che portano all’erronea misurazione possono essere due: la mancata revisione annuale dell'etilometro o le anomalie di funzionamento dei banchi di prova che verificano lo strumento. Quest’ultima cosa è quanto accaduto a fine maggio a Milano.

Entrambe le situazioni potrebbero creare un caos a livello giudiziario. Il rischio riguarda la pioggia di ricorsi a seguito di condanne, processi e sanzioni amministrative inflitte per guida in stato di ebbrezza e accertati con strumenti difettosi.

Per i processi in corso, eventuali vizi potranno essere portati all’attenzione del giudice senza necessità di instaurare un ulteriore contenzioso, ma il problema riguarderebbe i processi già chiusi e le sanzioni amministrative emanate a seguito di stati di ebbrezza con tasso alcolemico compreso tra 0,51 e 0,8 g/l.

La difficoltà principale sta nell’orientamento seguito dalla Cassazione, poco incline nel riconoscere l'annullamento di accertamenti effettuati con apparecchi non in regola quando il trasgressore avesse già pagato o sarebbe stato in grado di riconoscere l'irregolarità.

A cura di: Paola Campanelli

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