Trasporti, obiettivo mobility green

30/03/2015

mobility green

Negli ultimi anni lo sviluppo dei trasporti ha portato la società a modificare il modo di muoversi e la quantità di mezzi utilizzati ha spinto molti paesi a investire sulla mobilità sostenibile.

Ora più che mai si comincia a prendere coscienza delle conseguenze derivanti dallo spostamento di massa: l’obiettivo è quello di un trasporto pubblico e privato che possa rispettare l’ambiente, limitando la produzione di emissioni nocive e dei combustibili inquinanti.

Dai dati derivanti da uno studio realizzato dalla società di consulenza Accenture, si rileva che questo settore incide per il 25% sulla produzione a livello globale di gas a effetto serra (Ghg): solo dal 2009 c’è stata un’inversione di rotta nelle emissioni di Ghg. La ragione è dovuta principalmente alla crisi economica e al diffondersi di automobili che abbattono i consumi di carburante utilizzando motori ibridi o che vengono alimentati con carburanti ecologici, gpl o metano: un passo avanti importante che ha bisogno di essere supportato tramite investimenti adeguati nella rete degli impianti di rifornimento.

Secondo il responsabile sostenibilità di Accenture Strategy Danilo Troncarelli, “le giuste battaglie per arginare i cambiamenti climatici in atto e per l'indipendenza energetica europea devono svolgersi anche sul terreno dei trasporti”.

La soluzione passerebbe attraverso un nuovo modo di pensare il trasporto su strada urbano e a lunga percorrenza: le città sono responsabili fino all'80% delle emissioni del pianeta e quasi il 30% di queste è causato dai trasporti. Gli spostamenti su ruota per lunghi tragitti gravano per il 72% delle emissioni dell’intera mobilità. “Pesa per l'82% dei consumi energetici del comparto”, commenta Danilo Troncarelli, “e la situazione in Italia è persino peggiore, con il consumo energetico pari all'84% e le Ghg al 93 per cento. Una situazione grave, il cui trend va invertito con politiche efficaci”.

Molte sono le città europee che sostengono il tema della mobilità green: partendo dal Nord, abbiamo Helsinki, la capitale finlandese che punta a voler eliminare l’auto privata entro il 2025: si lavora per sviluppare una rete di trasporti che preveda l’implementazione della infomobilità tramite l’uso dello smartphone.

Oslo, la capitale norvegese, è sicuramente il territorio in cui è più sviluppato l’uso dell’auto elettrica, grazie soprattutto ai cospicui incentivi fiscali per chi le acquista e a una vasta rete di circa 4000 colonnine di ricarica.

Nell’area del Nord Europa la Svezia, con la cittadina di Malmo, si è impegnata a diventare un punto di riferimento a livello globale: è percorsa da quasi 500 chilometri di piste ciclabili e da un sistema semaforico il cui funzionamento prevede la precedenza ai ciclisti. La priorità all’uso della bicicletta è stata data anche da città come Copenaghen e Ginevra, con la cittadina svizzera che ha sviluppato la mobilità a piedi: sono state create apposite aree attorno a scuole o case di riposo e imposti nei quartieri residenziali il limite di velocità che va dai 20 ai 30 km/h.

Lontane da tali realtà, invece, le città italiane, anche se una nota a parte merita l’impegno di Milano, che ha lavorato per ridurre traffico e inquinamento. Le iniziative hanno riguardato il miglioramento della rete del trasporto pubblico attraverso il rafforzamento del servizio di BikeMi, una nuova linea della metropolitana e il servizio di car-sharing, senza dimenticare il progetto Pass Mobility, che permette ai dipendenti aziendali di rinunciare al mezzo privato optando per quello pubblico, pagato dalla stessa azienda.

A cura di: Paola Campanelli

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