Tecnologia in auto. Nel futuro semafori virtuali

18/02/2015

semaforo virtuale

Un semaforo sul cruscotto della propria auto. Si tratta di un dispositivo, un semaforo virtuale, sviluppato dall’Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’informazione e delle telecomunicazioni (IEIIT) sulla base del progetto Greenlight del programma Next Generation Car2X.

Il concetto sfrutta la comunicazione wireless tra veicoli per attivare degli algoritmi che assistono gli automobilisti a risolvere la priorità di passaggio a un incrocio privo di semaforo, quando ci si trova insieme ad altre vetture.

Il progetto affronta le problematiche della società relative alla sicurezza stradale: la gestione degli incroci ridurrebbe il numero di incidenti stradali e conseguentemente il numero di morti, oltre ad avere effetti positivi sullo smaltimento del traffico e la formazione di ingorghi, sempre più frequenti soprattutto nelle grandi città.    

Attraverso questo sistema si utilizzano sistemi di localizzazione (GPS) e di comunicazione wireless che permettono ai veicoli di interagire tra loro; ogni automobile, conoscendo la propria posizione, può trasmetterla ai veicoli che si approssimano a uno stesso incrocio: elaborando le informazioni tramite un algoritmo, verrà stabilita la precedenza nell’attraversamento. Contemporaneamente, a ogni guidatore apparirà sul cruscotto della propria auto un semaforo virtuale verde o rosso.

“La nostra ricerca nasce dall’idea di fornire una sorta di concept delle possibili applicazioni che si possono sviluppare quando si mette della tecnologia wireless all’interno di un autoveicolo”, spiega Alberto Zanella dell’IEIIT, “provando a vedere se una determinata applicazione, come quella dei semafori virtuali, poteva essere implementabile a costi non particolarmente elevati, utilizzando tecnologie già esistenti, quindi moderne ma disponibili in commercio a prezzi non superiori a qualche centinaio di euro”.

Dunque, tecnologia virtuale per aumentare la sicurezza: così come TeenDrive365, una nuova applicazione presentata da Toyota al salone dell'automobile di Detroit. Si tratta di un simulatore interattivo che sfrutta la realtà virtuale, accentuando le conseguenze della guida distratta: un comportamento sempre più frequente nei giovani, visto l’uso insistito al volante di cellulari e smartphone.

Il sistema prevede l’uso di un piccolo schermo, l’Oculus Rift, che una volta indossato proietta l'utente nella guida di un’auto Toyota. Attraverso l’uso di auricolari si sovrappongono varie fonti di distrazione, come la musica ad alto volume o la suoneria di chiamata del proprio smartphone: l’obiettivo è quello di simulare ciò che può catturare l’attenzione del guidatore e che potrebbe causare inevitabilmente un incidente.

Grazie a questo dispositivo, si è in grado di dire con precisione cosa può succedere se non si presta la giusta attenzione durante la marcia del veicolo.

L’obiettivo è di cercare di educare con la realtà virtuale i neopatentati a prendere decisioni in frazioni di secondi, facendo capire all’utente l’importanza di quegli attimi in cui la guida passa in secondo piano: tutto attraverso la percezione di quella sensazione di paura che, con molta probabilità, porterà a  riflettere i giovani automobilisti.

A cura di: Paola Campanelli

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