Il regime di libera prestazione

27/01/2015

doganaNel 1976 viene avviata la direttiva europea che liberalizza il settore assicurativo. Oggi, passati quasi quarant'anni dalla liberalizzazione del mercato italiano, il 30% dei premi assicurativi pagati in Italia finisce nelle casse di gruppi o società straniere.

Sono pochi o tanti? A detta di alcuni esperti del settore, sono pochi: questo perchè la presenza di concorrenti stranieri nel nostro paese è stata ostacolata da accordi fra le compagnie italiane (cartello), anche se ufficialmente non permessi, per impedirne in qualche modo la diffusione.  

Ma vediamo come possono gli assicuratori stranieri operare nel nostro paese. Esistono due modalità per poter operare come assicuratori in Italia (o in qualsiasi altro paese europeo).

  • La prima, quella più complessa è di costituire una succursale in Italia (in quasta condizione operano 71 aziende assicurative) in base al cosidetto "diritto di stabilimento".
  • La seconda in "regime di libera prestazione" ove la compagnia, con sede in uno stato europeo, opererà in qualsiasi altro paese senza dover ottenere le autorizzazioni dell' Istituto di Vigilanza locale.

Questa seconda modalità sembrerebbe quella preferita dal momento che ben 837 società (molte in realtà sono di proprietà di gruppi italiani) hanno deciso di sceglierla per la distribuzione dei propri prodotti assicurativi. Il 38% di queste aziende provengono dal Regno Unito, il 15% dalla Francia ed il 14% dalla Germania.

A questo punto è lecito porsi una domanda: cosa cambia per il consumatore finale in termini di sicurezza ed assistenza/servizio a seconda della modalità di operare scelta dalla compagnia?

Praticamente nulla se non il fatto che le realtà con sede legale in Italia, essendo presenti sul mercato da molti anni, hanno una conoscenza più approfondita del nostro mercato. Di contro, le compagnie straniere possono beneficiare di esperienze fatte in altri paesi europei offrendo quindi soluzioni assicurative a volte più innovative. Per il consumatore quindi, poca differenza, ma resta la necessità di affidarsi a coloro che gli possano garantire competenza, velocità di liquidazione dei sinistri e servizio di qualità. 

Dobbiamo però aspettare il 1994 per vedere l'introduzione di un altro principio importante, ossia la liberalizzazione delle tariffe RC Auto. 

Un provvedimento il cui scopo principale era di introdurre in Italia una maggiore concorrenza in termini sia di prezzo che di prestazione (performance). In realtà qusto obiettivo sembra che non sia stato ancora raggiunto, in quanto l'Italia è lo stato dove si paga la tariffa  RC Auto più alta. La cosa che un po' sorprende i consumatori è che, a fronte di un calo di 38€ del costo medio dei sinistri ed un aumento del 3% del costo delle commissioni e delle spese, l'italiano paga mediamente 154€ in più di tutti gli altri cittadini europei.

Libero mercato, libera concorrenza non sono bastati quindi ad avere delle tariffe che siano in linea con il resto dell'Europa.

A cura di: Leonardo Alberti

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