Automobilisti, gli aumenti per il nuovo anno

12/01/2015

rincari per automobilistiLa notizia positiva del 2015 per gli automobilisti riguarda il mancato aumento delle accise sulla benzina (circa 3 centesimi al litro) inizialmente previsto dalla clausola di salvaguardia: quest’ultima era stata inserita nel decreto IMU del 2013 e serviva a coprire le eventuali minori entrate derivanti dall’abolizione dell’imposta sulla prima casa.

La misura di non intervenire sui costi del carburante è stata adottata attraverso il Decreto Milleproroghe (D.L. 192/2014, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 24 dicembre e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 31 dicembre 2014) che stabilisce – all’articolo 10, comma 9 – una diversa compensazione delle minori entrate IMU attraverso gli incassi che deriveranno dalla legge sulla Voluntary Disclosure, riguardante la regolarizzazione delle attività finanziarie e degli investimenti detenuti all'estero e non dichiarati finora al Fisco.

La clausola di salvaguardia rimarrà comunque operativa a partire dal 2016, quando il previsto aumento dovrà portare nelle casse dello Stato circa 18 milioni di euro nel primo bimestre, evitando così un incremento del deficit a carico del bilancio pubblico. 

Per il resto, l’inizio dell’anno porterà una serie di novità all’insegna dei rincari: per prima cosa, l’aumento biennale delle sanzioni amministrative relative a violazioni del Codice della Strada, con particolare riguardo alle infrazioni come l’eccesso di velocità, il mancato allaccio delle cinture di sicurezza e la guida di un veicolo sprovvisto di assicurazione. Gli importi cresceranno in media dello 0,8%, il più basso degli ultimi vent’anni, ma rimarranno invariati per quelle sanzioni al di sotto dei 51 euro.

A pesare maggiormente sulle tasche degli italiani saranno gli eventuali ricorsi davanti al Giudice di Pace per impugnare un verbale considerato ingiusto. Spetteranno al ricorrente le spese di notifica per quegli atti che non superano l’importo di 1033 euro: la conseguenza è che la loro consegna da parte dell’ufficiale giudiziario – che dipende anche da un’indennità chilometrica – al trasgressore, richiederà una cifra maggiore nel caso in cui l’infrazione venga registrata in un luogo lontano dal domicilio. Inoltre, è stato previsto un innalzamento dell’importo del contributo unificato, la tassa da pagare per iniziare il procedimento di una causa civile e amministrativa, che negli ultimi anni è già rincarato di circa 13 euro per quei ricorsi riguardanti sanzioni di scarsa entità.

In crescita anche le tariffe dei pedaggi autostradali con adeguamenti per l’intera rete nell’ordine dell’1,32%, dopo che il 2014 aveva fatto segnare rincari pari al 3,94%. Autostrade per l’Italia aumenterà le sue tariffe dell’1,46%; Autocamionale della CISA, dell’1,5%; la Tangenziale di Napoli dell’1,5%; la Società Autostrada Tirrenica (SAT) dell’1,5%. Le Autostrade Torino-Milano e Torino-Piacenza (SATAP) tronco A4 e tronco A21 dell’1,5%.

I rincari non superano il tetto massimo dell’1,5%, così come garantito nei giorni scorsi dal Ministero delle Infrastrutture che in un comunicato ha sottolineato quale “obiettivo prioritario di interesse pubblico, l’adozione di ogni misura idonea a consentire il superamento dell’attuale negativa congiuntura economico-finanziaria”.

A superare tale limite solo la società Atlantia che gestisce il tratto italiano del Traforo del Monte Bianco: in base ad accordi bilaterali tra Italia e Francia, ci sarà un aumento pari al 2,59%, dovuto sia all’adeguamento dell’inflazione che alle maggiorazioni tariffarie.

A cura di: Paola Campanelli

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